Il Comune di Roma ha presentato il primo bando per assegnare le terre pubbliche incolte ai giovani agricoltori. Un anno fa la raccolta firme lanciata dalla cooperativa Coraggio e dalle associazioni Terra!Onlus e daSud.


Grazie alla mobilitazione di associazioni e cooperative agricole, la campagna per l’accesso alla terra raggiunge un importante risultato: il comune di Roma ha presentato
il primo bando per assegnare le terre pubbliche incolte agli agricoltori, con via preferenziale per quelli under 40. Da oggi parte del patrimonio agricolo della Capitale potrà essere utilizzato creando lavoro per giovani agricoltori, tornando a offrire produzioni agroalimentari e servizi per la città.

Tra i terreni strappati al degrado ci sono i 22 ettari di Borghetto San Carlo, luogo scelto come simbolo per reclamare l’accesso alla terra, la tutela ambientale, il diritto al lavoro e il rispetto degli accordi tra l’amministrazione e il costruttore Mezzaroma sull’area di compensazione. Da Borghetto San Carlo infatti era partita la petizione lanciata su Change.orgdalla cooperativa Coraggio e dalle associazioni Terra!Onlus e daSud (che aderiscono al Coordinamento Romano Accesso alla Terra) che in sole due settimane ha superato le 10.000 firme.

È un primo passo concreto per contrastare le speculazioni edilizie e ogni tipo di uso illecito del patrimonio pubblico, compresa la svendita, e che riconosce il valore dei beni comuni, soprattutto di quelli non riproducibili come la terra – affermano la cooperativa Coraggio, e le associazioni Terra!Onlus e daSud – l’affidamento di queste preziose risorse crea così le condizioni per una gestione virtuosa che tenga conto degli squilibri sociali da ridurre e su cui un’amministrazione pubblica è chiamata a dare risposte”. “Il bando di oggi è il frutto di uno straordinario percorso partecipato per la qualità della vita in città – concludono le associazioni –, dimostra che le decisioni delle istituzioni possono passare per il dialogo con le forze sociali capaci di avanzare buone proposte, e che il diritto a vivere in una città sostenibile non è oggetto di contrattazione: è responsabilità di tutti”.