Gaetti a RestartRoma, 24 ottobre 2018 - In occasione della quarta edizione del nostro festival delle creatività antimafia e dei diritti Restart, abbiamo incontrato il sottosegretario dell’Interno con delega all’antimafia Luigi Gaetti per discutere con lui degli aspetti più controversi, legati soprattutto alle mafie, del decreto sicurezza. A lui abbiamo presentato le nostre cinque proposte per trasformare l’antimafia dal basso, raccolte in un unico documentoC’è qualcosa di più sicuro della sicurezza

Un progetto ampio e articolato che tocca il tema dei beni confiscati come strumento di crescita e di riscatto, dell’applicazione di misure concrete e già finanziate per sostenere la cultura in chiave antimafia, del reddito minimo come strumento di sottrazione di manovalanza alle mafie. “L’obiettivo di uno Stato realmente democratico come ha spiegato bene a margine dell’incontro il presidente di daSud, Danilo Chirico - è ridurre le disuguaglianze e aumentare gli spazi di democrazia”.

Durante l’incontro il sottosegretario Gaetti si è soffermato su diversi punti posti alla sua attenzione sottolineando come “la possibilità della vendita di un bene confiscato sia solo l’ultima ratio di un lungo percorso che, qualora dovesse manifestarsi, non avvenga otre due anni dalla data di confisca e che il prezzo di vendita non sia al di sotto dell’80% del valore ad esso attribuito dall’Agenzia del demanio

Sui testimoni di giustizia, Gaetti si è dichiarato favorevole a percorsi lavorativi ad hoc che prevedano per loro “la possibilità di essere assunti all’interno della Pubblica Amministrazione” e, “qualora abbiano competenze specifiche, possano lavorare al fianco di amministratori giudiziari nella gestione dei beni confiscati”.

Infine, riguardo il diritto allo studio, il sottosegretario ha assicurato il suo impegno ad approfondire la mancata applicazione di quanto previsto dal comma 1-bis dell’art. 48 del codice antimafia che recita: «L’Agenzia [ANSBC, ndr] versa il 3% del totale delle somme di cui al comma 1 al Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio di cui all’art. 18 del d.lgs. 29 marzo 2012, n. 68».

Tale provvedimento – presentato dall’allora deputata Celeste Costantino, già portavoce di daSud, e approvato a larghissima maggioranza dal Parlamento – rappresenta uno strumento concreto per dare utilità sociale ai beni confiscati e rafforzare in questo modo i presidi antimafia nella nostra società.

Ma la proposta di daSud è quella di darne immediata attuazione. Speriamo sia stata recepita.