Al via il progetto promosso dalle associazioni “Il Pettirosso” di Terni, “daSud” di Roma e dall’Anonima Impresa Sociale del Cinema PostModernissimo di Perugia in collaborazione con cinque scuole del territorio

Finanziato dal bando “Buone Pratiche, Rassegne e Festival” del Piano Nazionale Cinema per la Scuola 2019/2020, il progetto si propone di promuovere la conoscenza e la diffusione di opere prime o seconde realizzate da giovani autori e autrici con background migratorio

WEB FLYER IL MONDO IN UN CORTILE GENERICORoma, 10 marzo 2021 - Pochi giorni fa è stato presentato, in diretta sulla nostra pagina Facebook (qui per andare al video), il catalogo di opere cinematografiche scritte, dirette e/o interpretate da italiani e italiane con background migratorio, il cui lavoro contribuisce a fornire una lettura “stereofonica” e non stereotipata dell’Italia contemporanea, poiché sanno vederla e restituirla in modo diretto ed originale: cinque corti, due documentari e un lungometraggio adatti per un lavoro con alunne ed alunni e capaci di lasciare un segno nel mondo della critica e del nostro immaginario, perché sono l’immagine riflessa del nostro Paese alle prese con la sua storia irrisolta, il suo presente e il suo futuro.

Il catalogo è realizzato nell’ambito del progetto “Il mondo in un cortile”, promosso dalle associazioni Il Pettirosso di Terni, “daSuddi Roma e dall’Anonima Impresa Sociale del Cinema PostModernissimo di Perugia in collaborazione con cinque scuole del territorio e finanziato dal bando “Buone Pratiche, Rassegne e Festival” del Piano Nazionale Cinema per la Scuola 2019/2020.

All’incontro, moderato da Marco Carniani del Pettirosso, sono intervenuti Andrea Meccia di daSud, membro della commissione artistica del progetto, David Menghini, operatore di educazione visiva del Cinema PostModernissimo, Bruno Zambardino della Direzione generale Cinema e Audiovisivo del Mibact, e Fred Kudjo Kuwornu, documentarista, produttore e attivista afro-italiano, autore di Blaxploitalian, che racconta la storia, tuttora misconosciuta, degli attori di origine africana in un secolo di cinema italiano.

COME NASCE LA RASSEGNA

La rassegna cinematografica per le scuole “Il mondo in un cortile” è parte di un percorso di narrazione innovativa della diversità e di decolonizzazione dell’immaginario avviato dall’Associazione “Il Pettirosso” nel 2018, condiviso con la rete progettuale e con le scuole aderenti: Istituto Comprensivo Perugia 13 (Perugia), Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini (Roma), Istituto Comprensivo Felice Fatati (Terni), Istituto Comprensivo Guglielmo Marconi (Terni), Istituto di Istruzione Superiore Classico e Artistico (Terni).

Nel nostro Paese le scuole sono ancora lo specchio delle città e dei quartieri. Lì troviamo già le terze generazioni di figli e di figlie di coloro che emigrarono in Italia, ma nella società prevale ancora l’immagine fittizia di un Paese bianco e mono-culturale, a cui corrisponde una rappresentazione cinematografica con ruoli che rimangono ancora stereotipati e ancorati all’immaginario coloniale, la cui storia, tuttavia, resta ai più ignota. I testi cinematografici che vedono la direzione e la partecipazione di giovani italiani/e con background migratorio – e che nel corso del progetto saranno approfonditi nelle scuole con un itinerario didattico-educativo dedicato e rivolto a quasi 400 allieve ed allievi di scuole di diverso ordine e grado e di città differenti (Terni, Roma e Perugia) – hanno, invece, la capacità di fornire una lettura “stereofonica” della realtà contemporanea, poiché sanno vederla e restituirla in modo diretto ed originale, ed è per questo motivo che le loro opere sono il punto di riferimento di questo progetto.

GLI OBIETTIVI DELLA RASSEGNA

Gli obiettivi specifici della rassegna sono, quindi, di tipo culturale e sociale, quali la conoscenza e alla diffusione di opere prime o seconde realizzate da giovani autori, la prevenzione dei discorsi di odio e delle rappresentazioni stereotipate e discriminanti ai danni di migranti e minoranze, nonché l’abilitazione dei discendenti degli emigrati in Italia a prendere parola e ad esprimere la propria identità multi-dimensionale. A questi obiettivi vanno aggiunti quelli di tipo educativo ed operativo, quali: l’acquisizione di una prima o migliore consapevolezza del ruolo che un’opera cinematografica può avere nell’esplorazione e nella comprensione della dimensione interiore e dei fenomeni della realtà contemporanea e storicamente determinata, l’acquisizione di una prima o migliore capacità di decodifica dell’opera cinematografica e lo sviluppo delle capacità espressive e comunicative individuali e di gruppo riferite alla riflessione sul testo cinematografico.

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