La Sala Riunioni di via delle Vergini gremita per la presentazione del protocollo “Municipi senza mafie” a cui hanno aderito tutti i minisindaci di Roma. Una carta d’intenti,  promossa dall’associazione antimafie daSud, che prevede un impegno concreto su cinque temi strategici per il futuro della città: appalti, corruzione, gioco d’azzardo, beni confiscati, formazione e la cultura. Perché la presenza delle mafie, vecchie e nuove, nella Capitale è ormai un dato di fatto, che minaccia l’economia e la tenuta sociale di interi territori. “L’adesione unanime di tutti i Municipi al nostro protocollo antimafie – commenta Danilo Chirico, presidente dell’associazione daSud – è un segnale importante. Soprattutto considerando il fatto che, fino a pochi mesi fa, c’era ancora chi negava la presenza delle mafie nella Capitale, così come ancora lo scorso giugno denunciavamo nel dossier ‘Roma città di mafie’”.

“NESSUNA CERTIFICAZIONE, VERIFICHEREMO IMPEGNI” - Oggi, dunque, per la prima volta si è rotto il muro del negazionismo, ma bisognerà aspettare un anno per verificare che le intenzioni delle amministrazioni municipali si trasformino in buone pratiche. Così come ha tenuto a sottolineare l’associazione daSud: “Non  intendiamo dare nessuna certificazione antimafia, nessun riconoscimento a scatola chiusa – ha detto Chirico – questa firma è solo un punto di partenza al quale far seguire impegni formali e concreti che saranno verificati dalla nostra associazione e da tutti i cittadini”. Tra questi l’obbligo di rivolgere richiesta di informazioni antimafia al Prefetto in relazione alle imprese coinvolte in ogni appalto superiore a 150 mila euro. E la realizzazione di una mappatura di tutti i beni immobili confiscati sul proprio territorio, con l’obiettivo di garantire la massima trasparenza sul loro effettivo riutilizzo per fini sociali.

IL CAMPIDOGLIO – Alla presentazione del protocollo erano presenti gli assessori comunali Paolo Masini e Estella Marino, i capigruppo capitolini Gianluca Peciola e Luca Giansanti, la consigliera Erica Battaglia, la capo segreteria dell’assessorato al Bilancio e il presidente della commissione Legalità e Diritti, Riccardo Magi. “Questa sala piena è emozionante e lo dobbiamo al lavoro di daSud – ha commentato Masini in qualità di delegato del sindaco Marino – abbiamo scelto da che parte stare, ad esempio bloccando un appalto per la manutenzione che era a rischio infiltrazioni”. E ha aggiunto: “Le mafie sono radicate, non possiamo più parlare di infiltrazioni, come ci ha spiegato l’associazione daSud in ‘Roma città di mafie’. Lo dimostra l’operazione ‘Nuova Alba’ ad Ostia, al cui processo il Comune si costituirà parte civile”. “La prevenzione nei municipi è importante e questo protocollo è un ottima partenza – ha dichiarato Magi – non serve il sindaco sceriffo, diversamente da quello che ci è stato detto in questi anni, ma un lavoro costante che la mia commissione intende fare, portando l’antimafia dentro il Campidoglio”. “Oggi si formalizza un rapporto tra società civile e municipi, che diventa fatto concreto e avvia un percorso normativo contro le mafie – ha detto il capogruppo in Campidoglio, Peciola – si inizia a dire che la mafia può essere combattuta e che la politica può metterla all’angolo, facendogli mancare il respiro. Ora è importante che il Comune attui una delibera antimafia, partendo da questa esperienza dei municipi”. “Queste iniziative vanno supportate perché la lotta alle mafie va fatta quotidianamente, e i municipi che hanno la gestione di prossimità dei territori possono fare molto” ha detto l’assessora all’Ambiente, Marino.“Il protocollo, se correttamente applicato, può mettere in condizioni l’amministrazione pubblica di arginare le mafie” ha detto il capogruppo della Lista civica, Giansanti. Il capogruppo del Pd, Francesco D’Ausilio, fa sapere in una nota stampa che “solo pochi giorni fa ad Ostia il Comune si è fatto promotore di un Consiglio straordinario sul tema del contrasto alle criminalita’ nel X Municipio. Un impegno che deve essere continuo, deve coinvolgere i cittadini e i territori e dotarsi di strumenti concreti come quelli stilati nel protocollo dall’associazione daSud”. “La carta d’intenti di daSud è un concreto esempio di come l’antimafia sociale e la buona politica possano lavorare utilmente insieme – ha dichiarato il vicepresidente della Commissione antimafia Claudio Fava – In una città come Roma, fortemente minacciata da una mafia sempre più aggressiva e pervasiva, mettere al centro della collaborazione tra istituzioni e società civile il tema degli appalti, il dilagare del gioco d’azzardo e l’efficace utilizzazione dei beni confiscati è cosa buona e urgente: un esempio da imitare”.

I MUNICIPI – “Secondo noi il governo di prossimità è quello che può cominciare a mettere degli elementi di contrasto e lotta alla criminalità – ha detto la presidente del I Municipio, Alfonsi -, rispetto al fenomeno le denunce sono molto poche, o i Municipi riescono a creare dei luoghi dove la gente viene senza aver paura di denunciare oppure perdiamo la maggioranza di informazioni”. “Le infiltrazioni possono esserci anche dentro le amministrazioni, questo protocollo dice formalmente che bisogna fare prevenzione” ha detto il presidente del II Municipio, Gerace. “L’obiettivo è opporsi a qualsiasi espressione del fenomeno mafioso, per cui oltre alla firma del protocollo e l’impegno sui cinque punti, intendono promuovere forme di collaborazione tra Enti Pubblici, Prefetture e Organi dello Stato” ha detto il presidente del III Municipio, Marchionne.  “Una gestione politica che voglia essere veramente trasparente non può prescindere dalla condanna del fenomeno mafioso in ogni suo aspetto – ha commentato il presidente del IV Municipio, Sciascia – l’introduzione anche solo di poche regole nell’agire quotidiano dei Municipi può aiutare a scoraggiare infiltrazioni e portare allo scoperto illeciti già esistenti”. “E’ urgente impedire ulteriori radicamenti criminali nel territorio – ha dichiarato il presidente del V Municipio, Palmieri – il territorio che amministro non è certo privo di queste problematiche, il nostro impegno sarà pieno”. “Una delle caratteristiche fondanti delle amministrazioni pubbliche è il principio della legalità e della lotta alle mafie, cercheremo di attuare i punti del protocollo nel più breve tempo possibile” ha detto il vice presidente del VI Municipio, Palmisano. “Ribadisco l’impegno alla legalità e alla lotta al crimine organizzato, passando anche attraverso la creazione delle condizioni per prevenire l’insediamento delle mafie, favorendo le ‘buone prassi’ e rafforzando la soglia di attenzione nel garantire il corretto funzionamento della macchina amministrativa e il controllo del territorio” ha detto la presidente del VII Municipio, Fantino. “Trasparenza e partecipazione per promuovere politiche attive per l’antimafia e la giustizia sociale sono diventati ancora più urgenti in questi anni di crisi dinnanzi all’avanzare dei poteri criminali a Roma” ha dichiarato il presidente dell’VIII Municipio, Catarci. “I municipi possono fare molto, metteremo in campo tutte le possibili soluzioni per prevenire, questa città ha bisogno di respirare aria nuova” ha commentato il presidente del IX Municipio, Santoro. “Ostia è sotto inchiesta per 416 bis, sono emersi fatti sconvolgenti – ha detto il minisindaco del X, Tassone – vogliamo ripristinare la legalità”. “La firma del protocollo rappresenta l’espressione della nostra ferma volontà di contribuire alla prevenzione, sensibilizzazione e contrasto del radicamento mafioso nel nostro territorio” ha detto il presidente dell’XI Municipio, Veloccia. “Abbiamo risposto con convinzione a questo protocollo – ha commentato l’assessore alla Sicurezza del XII Municipio, Geraci –  e confermiamo il nostro impegno antimafia che intendiamo proseguire con costanza insieme all’associazione daSud”. “Lo consideriamo un dovere contrastare la criminalità organizzata e promuovere iniziative concrete nella lotta contro le mafie nel nostro territorio” ha detto il vice presidente del XIII Municipio, Zuppello. “Negli anni il fenomeno mafioso nella Capitale è stato sottovalutato, colpevolmente – ha dichiarato il presidente del XIV Municipio, Barletta – la firma del protocollo è un primo segnale di gestione virtuosa del territorio, un impegno alla legalità che sottoscrivo con i miei concittadini, soprattutto con le nuove generazioni che meritano di respirare la cultura della libertà”. “La lotta alle mafie deve essere una priorità anche e soprattutto a livello amministrativo – ha detto il presidente del XV Municipio, Torquarti – il nostro Municipio deve e dovrà essere sempre di più una casa di vetro, perché siamo consapevoli che la trasparenza e la partecipazione sono l’antidoto migliore contro l’avanzare della criminalità organizzata”.