Trasformazione antimafia

Le mafie sono un fenomeno in continua evoluzione. In questi anni daSud con la propria elaborazione teorica e la propria attività concreta ha tentato di raccontarle e contrastarle nelle loro numerose e diverse articolazioni. Per questo, il 12 gennaio scorso al Goethe Institut di Roma abbiamo dato vita a “ReStart Antimafia”: un’assemblea pubblica che ha tenuto insieme associazioni, movimenti, comitati, rappresentanti delle istituzioni per ripensare l’antimafia e reimmaginare un percorso collettivo capace di tenere conto dei cambiamenti assunti nel corso del tempo dalla criminalità organizzata e dalla società. Con lo stesso spirito, abbiamo deciso di promuovere un ciclo di seminari che rispondano all’esigenza del “riconoscimento” di queste trasformazioni e dello “svelamento” degli stereotipi e dei falsi codici delle mafie.

daSudLAB II edizione
Quattro laboratori, organizzati dall’associazione daSud, sui temi dell’antimafia e dell’informazione: il racconto e l’immaginario delle mafie, la giustizia e la repressione, il rapporto tra donne e criminalità organizzata, i traffici globali dei clan. Saranno momenti di formazione, di approfondimento, di confronto sui temi. Ogni seminario è diviso in tre parti: prevede due lezioni frontali con figure specializzate e un momento finale di discussione. Tutti gli incontri si terranno dalle 16 alle 19.30, presso lo Spazio daSud, in via Gentile da Mogliano, 170 – Pigneto – Roma.

Contributo
Il contributo per un seminario è di 10 euro. L’intero ciclo da quattro prevede un contributo per le spese di 30 euro. Le aule saranno composte da una massimo di 25 iscritti per permettere un’adeguata ed agevole discussione.

Prenotazioni
Avvengono tramite l’indirizzo info@dasud.it indicando esattamente a quale seminario si vuole partecipare.


Il programma dei workshop

13 aprile
Mafie – femminile plurale

Amalia De Simone, giornalista
Cinzia Paolillo, Presidente Associazione daSud

Nell’osservazione dei vari aspetti della criminalità organizzata – l’origine, la struttura, l’articolazione, lo sviluppo, la produzione economica, politica, sociale e culturale – uno spazio fondamentale deve attribuirsi anche alla sua questione di genere, che può essere considerata un utile paradigma per la comprensione e l’abbattimento degli stereotipi, della violenza e dei rapporti tra i generi nella società legale.
Il seminario si pone l’obiettivo di analizzare i ruoli delle donne nelle organizzazioni criminali. Partendo dalle funzioni più tradizionali come quelle di custodi della cultura mafiosa e merce di scambio nelle politiche matrimoniali alle più moderne funzioni di manager, a volte vicarie dei boss.

tutor: Irene Cortese (irenecortese@dasud.it)
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20 aprile
Origini e racconto delle mafie – storia e informazione 

Enzo Ciconte, docente universitario Roma Tre, storico delle mafie
Danilo Chirico, giornalista, associazione daSud

Il modulo si articola in due parti. Nella prima, Enzo Ciconte, uno dei massimi esperti italiani di associazioni mafiose, racconta le origini del fenomeno mafioso e le ragioni storiche, sociali, economiche e politiche del suo radicarsi nelle regioni originarie di cosa nostra, ‘ndrangheta, e camorra. Nella seconda parte, Danilo Chirico, scrittore e caporedattore di Paese Sera, affronta il racconto delle mafie, a partire da come i sistemi redazionali, i meccanismi di notiziabilità, e gli stereotipi dell’immaginario comune, condizionano lo stesso.

tutor: Lorenzo Misuraca (lorenzomisuraca@dasud.it)
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19 maggio
La globalizzazione riuscita

Tonio Dell’Olio, Responsabile Libera internazionale
Anna Lodeserto, European Alternatives

La rilevanza internazionale delle mafie, la loro capacità di muovere denaro, merci e pratiche criminali lungo tutte le latitudini, evidenzia come le organizzazioni criminali corrano sulla “frontiera” dell’innovazione organizzativa, finanziaria e tecnologica e oltre le frontiere dei Paesi. Questa dimensione globalizzata impone uno sguardo internazionale sul fenomeno criminale che Anna Lodeserto (European Alternatives) e Tonio Dell’Olio (Responsabile di Libera Internazionale) svilupperanno nel corso del workshop.

tutor: Giuseppe Nobile (giuseppenobile@dasud.it)
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11 maggio
Giustizia e repressione – le sentenze e il carcere

Francesco Cascini, magistrato, direttore dell’ufficio ispettivo presso il dipartimento dell’amministrazione  penitenziaria.

Rinchiudere o recuperare, morire in carcere o morire di carcere, il ruolo dell’informazione e delle vittime nei temi legati alla giustizia. Le carceri raccontano la scelta che il nostro Paese fa in materia di repressione. Sono lo specchio del funzionamento della società e rappresentano forse il metro per misurare il tasso di democrazia di un Paese. Quella carceraria è pertanto una realtà molto complessa fatta di asimmetrie, disuguaglianze, paradossi. Tra il sud e il nord per esempio, laddove una differente presenza delle mafie si ripercuote sulle carceri.

Ma anche tra la criminalità organizzata, molto presente all’interno del carcere, e l’emarginazione sociale. Perché oggi la repressione penale orientata ai recidivi tende a colpire l’emarginazione sociale. La carcerizzazione di una fetta di popolazione più incline alla reiterazione di reati, spesso poco gravi, è un punto dirimente se si vuole iniziare a parlare di giustizia e non solo di legalità.

tutor: Vito Foderà (vitofodera@dasud.it)
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È un’iniziativa dell’osservatorio RESTARTantimafia di daSud