PignetoUna straordinaria partecipazione all’iniziativa di ieri su droga e mafie al Pigneto. I cittadini e le associazioni del territorio dimostrano ancora una volta di essere più avanti delle istituzioni. Perché non si accontentano della spiegazione più semplice, si fanno carico della complessità dell’analisi, fanno lo sforzo di capire e parlare anche quando sono invitati a tacere.

Non ci stancheremo di dire che la droga non nasce sugli alberi del Pigneto, la droga a Roma la portano le mafie. E le mafie – direttamente o con un sofisticato meccanismo di distribuzione – ormai esercitano un controllo capillare del territorio.
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Di questo devono occuparsi gli investigatori, da questa consapevolezza devono partire le politiche pubbliche, di questo ragionamento deve prendere atto chi opera nel sociale, nella politica, nei quartieri. Che non significa militarizzare il territorio, ma promuovere serie attività di indagine, fare sociale, cultura, welfare, rivendicare ed esercitare diritti. Altrimenti avremo fallito.

Il libro “Roma Tagliata Male” che abbiamo scritto lo scorso anno, racconta le mafie e la droga a Roma. Racconta anche la vita al Pigneto, mette insieme dei tasselli sulla realtà criminale del quinto municipio. E’ certamente un quadro parziale, ma voleva essere uno strumento per la discussione pubblica in una città che fatica ad accettare la presenza delle mafie. A tutti i livelli.

Ieri grazie ai cittadini del Pigneto, abbiamo fatto tutti un passo in avanti.

Danilo Chirico, daSud