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Analizzando la vita del Gobbo del Quarticciolo, personaggio leggendario della periferia romana, l’autore e interprete ripercorre le vicende di una Roma sotto assedio, invasa dai Tedeschi, bombardata dagli Americani, abbandonata dagli uomini di potere. In scena nell’ambito della prima edizione del festival di daSud e Compagnia Ragli, intitolato al giornalista e attivista, vittima di mafia, Mauro Rostagno, lo spettacolo è riservato alle scuole

Data / Ora
Data - 16/11/2021
11:40 - 13:20

Luogo
ÀP - Istituto Enzo Ferrari di Roma

Categorie


La Banda del Gobbo
“mito e resistenza popolare nei nove mesi di occupazione nazista”

Gobbo.social

di e con
Emiliano Valente

Analizzando la vita di un personaggio leggendario della periferia romana, il Gobbo del Quarticciolo, Emiliano Valente ripercorre le vicende di una Roma sotto assedio, invasa dai Tedeschi, bombardata dagli Americani, abbandonata dagli uomini di potere. Dall’otto settembre del 1943, fino al 4 giugno 1944, Roma vive nove mesi di dominazione tedesca, nove mesi di repressione, disperazione, fame; nove mesi di stragi e massacri: 335 uomini trucidati alle Fosse Ardeatine, più di 900 deportati dal Quadraro. E’ nella Roma più povera e popolare delle borgate come il Quarticciolo, che uomini e donne, combattono contro l’ ingiustizia e l’ oppressione. E’ lì che nascono gli eroi involontari di questa storia: sora Cettina, Giggetto, zio Franchino, Er Pigna, Neganè, Er Carota……uomini e bambini di borgata, trasformati in combattenti dagli eventi tragici che li colpiscono. Una storia narrata in prima persona. Il linguaggio scelto è la lingua di borgata; chi le racconta, è un ragazzetto, uno strillone soprannominato Riccetto, un ragazzo ingenuo a cui tutto sembra un po’ accadere per caso. Riccetto viene arruolato nella banda del gobbo e racconta quello che lui, dodicenne, ha vissuto in quei mesi di terrore e di dominazione, fino all’arrivo degli Americani. Tra giochi da bambino e assalti da adulto, la vita del Riccetto è semplicemente la vita di un ragazzo di borgata durante una guerra.

Estratto:

“Ar quarticciolo come in tutte le borgate,ner 43 se moriva de fame. Li tedeschi da quanno erano entrati, aveveno tolto pure l’acqua, er gas e la luce. La gente der quarticciolo cercava de arangiasse, de sopravvive come poteva, ma la fame se faceva sentì e pure la guera; e te li vedevi sti poracci che giraveno co li musi per tera, ma no pe la tristezza, pe li morsi che veniveno dalla panza e li facevano contorce. Ma se te avvicinavi a uno de loro e je chiedevi: conoscete Giuseppe Albano er gobbo der Quarticciolo? E che nun lo conoscemo, te risponneveno, quello armeno ce da da magna! E si perchè Giuseppe Albano se faceva volè bene: annava da li signorotti che teneveno la Borsa Nera, che se aricchiveno sulla disperazione della povera gente rivennennose la farina, er grano e l’olio a dieci vorte er prezzo; e dopo quarche parolina nun proprio delicata er gobbo se faceva dà tutta la roba da magna. Na parte se la teneva pe lui, er resto lo distribuiva in giro al quarticciolo, pe la borgata, a chi moriva de fame e ce ne aveva davero bisogno. Pe questo ar Quarticciolo tutti je voleveno bene.”

Note di regia
La banda del gobbo nasce all’interno di un progetto per le scuole medie durante il mese della memoria nel 2005. Poi in seguito è stato trasformato in spettacolo. Il testo è nato dalla fusione dello studio bibliografico, con le esperienze dirette raccolte in numerose interviste effettuate nei quartieri di Centocelle, Alessandrino, Quarticciolo. Lo spettacolo oltre che in numerosi edifici scolastici del territorio, è stato rappresentato nella rassegna Racconti al Parco all’Alessandrino, durante la Notte Bianca a Roma presso il Ministro dei Beni Culturali, in altre numerose rassegne tra Marche, Abruzzo, Toscana, Emilia Romagna,Lombardia, Calabria, Umbria.

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Spettacolo riservato alle scuole
Per info e prenotazioni classi: info@apaccademia.it