Sto caricando la mappa ....

Giovedì 30 marzo, lo spettacolo-concerto di e con Ernesto Orrico che a maggio approderà all’InScene Italian Theater Festival di New York. Tratto dal memoriale che lo stesso Zangara scrisse pochi giorni prima di essere giustiziato

Data / Ora
Data - 30/03/2017
20:30 - 22:30

Luogo
ÀP - Istituto Enzo Ferrari di Roma

Categorie


17350033_273607219752826_9206046338560339943_o

In scena all’ÀP Teatro di Roma: “La mia idea. Memoria di Joe Zangara” 

(Auto)biografia sentimentale di un condannato a morte 

Giovedì 30 marzo, lo spettacolo-concerto di e con Ernesto Orrico che a maggio approderà all’InScene Italian Theater Festival di New York

Roma, 27 marzo 2017 – Chi è Giuseppe “Joe” Zangara? Un emigrante insoddisfatto della sua vita, un freddo assassino, un anarchico un po’ naif, un insolito comunista, un lucido protagonista del suo tempo o un uomo solo e disperato? Arriva così a Roma, prima di approdare all’InScena Italian Theater Festival di New York (4 e 6 maggio 2017), “La mia idea. Memoria di Joe Zangara”.

Scritto e interpretato da Ernesto Orrico, e con le musiche originali dal vivo di Massimo Garritano, è l’(auto)biografia sentimentale di un condannato a morte, che andrà in scena giovedì 30 marzo, alle ore 20.30, sul palco dell’ÀP Teatro di Roma (Via Contardo Ferrini, 83 – M Subaugusta).

Tratto dal memoriale che lo stesso Zangara scrisse pochi giorni prima di essere giustiziato nel penitenziario di Raiford (Florida), “La mia idea” è un racconto in prima persona della vita del piccolo emigrante calabrese che, attentando alla vita del presidente degli Stati Uniti, Franklyn Delano Roosvelt, avrebbe potuto modificare il corso della storia. Il suo “delitto contro lo Stato” venne punito con un “delitto di Stato”. Joe Zangara muore il 20 marzo del 1933, a soli 33 anni, fulminato sulla sedia elettrica.

Un personaggio sui generis, che parla un italiano imbastardito dal dialetto reggino e ibridato da numerosi intercalari anglo-americani. In “La mia idea” non c’è il tentativo di una ricostruzione filologica della personalità di Zangara, piuttosto si esercita – attraverso l’intreccio tra voce monologante e le sonorità degli strumenti a corda – la possibilità di animare la (auto)biografia sentimentale di un condannato a morte.

“La vicenda narrata - spiega l’autore e attore Ernesto Orrico - è emblema e pretesto per far emergere le storie di una umanità dolente accomunata dall’emigrazione, le storie di uomini e donne senza nome che non hanno raggiunto il ‘sogno americano’, e che nel tentativo di raggiungerlo si sono scontrati con ostacoli insormontabili, con difficoltà che li hanno condotti verso esiti tragici”.

“Mi sono avvicinato a questo lavoro con discrezione - commenta l’autore ed esecutore musicale Massimo Garritano -, cercando di evitare interventi didascalici e favorendo un punto di vista evocativo. I due strumenti che utilizzo, ovvero il bouzouki, strumento di origine greca che rimanda al Mediterraneo e in un certo senso alla Calabria, e il dobro, meglio conosciuta come chitarra resofonica, strumento proprio degli Stati Uniti, non vengono mai usati in maniera ortodossa in quanto servono piuttosto per dare una collocazione spazio-temporale alla storia e al personaggio”.

L’evento è il secondo appuntamento teatrale di ÀP, l’Accademia Popolare dell’antimafia e dei diritti dell’IIS Enzo Ferrari di Roma, nata da un’idea di Associazione daSud, Officina Culturale Via Libera e Cooperativa Diversamente, con l’obiettivo di dare vita a un laboratorio permanente di cultura e diritti di cittadinanza e con l’ambizione di trasformare la periferia in creative city, a partire dalla scuola.

L’ingresso è gratuito, ma i posti sono limitati. Consigliata la prenotazione a: info@apaccademia.it