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Sei opere finaliste in scena e in gara per aggiudicarsi un contributo concreto di 1.000 euro. Con Vanessa Scalera, Paolo Virzì e molti altri. Il programma della terza edizione del Premio Mauro Rostagno

Data / Ora
Data - 20/11/2021 - 21/11/2021
16:30 - 22:30

Luogo
ÀP - Istituto Enzo Ferrari di Roma

Categorie


20 NOVEMBRE 2021
ORE 16.30 | OPERE FINALISTE IN SCENA
>> “Nazieuropa” di Beppe Casales
>> “Il circo capovolto” di Teatro delle temperie
>> “La corsa” di CRM

21 NOVEMBRE 2021
ORE 16.30 | OPERE FINALISTE IN SCENA
>> “My name is Patrick Zaki” di Raizes Teatro
>> “Il Viaggio” di DoveComeQuando
>> “Nel nome di Maria” di Chiara Gambino

ORE 20.00 | PAOLO VIRZÌ ricorda Mauro Rostagno

ORE 21.00 | Pezzi sui generi(s) di Paolo Camilli

ORE 22.00 | Cerimonia di Premiazione

ORE 22.30 | STELLAR SUNSET. Gianfranco De Franco in concerto

 

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PREMIO MAURO ROSTAGNO | 3^ EDIZIONE | LA GIURIA TECNICA

Andrea PORCHEDDU, critico teatrale – Francesca DE SANCTIS giornalista e critica teatrale – Simone NEBBIA, Teatro e Critica – Tommaso CHIMENTI, critico teatrale – Antonino PIRILLO e Giorgio ANDRIANI, direttori Teatro Biblioteca Quarticciolo – Elena ARVIGO, regista e attrice – Daniela MARRA, ÀP, attrice – Gianmarco BUSETTO, vincitore prima edizione Premio Mauro Rostagno – Roberta ORTOLANO, ÀP, formatrice e drammaturga – Giulia MIGNECO, responsabile comunicazione Avviso Pubblico – Franco LA TORRE, attivista pacifista e antimafia – Alessandro PERA, ÀP, attore

Vanessa SCALERA, attrice, presidentessa di giuria

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PREMIO MAURO ROSTAGNO | 3^ EDIZIONE | LA GIURIA POPOLARE

Un’esperienza del pubblico tra visione e giudizio, a cura di Casa dello Spettatore, che vede coinvolti spettatrici e spettatori appassionati, nonché curiosi, che sono stati formati attraverso un percorso di condivisione e confronto ad entrare in relazione con l’oggetto artistico, interpretare il ruolo di giurati e scegliere il miglior spettacolo per la giuria popolare. Conduce i lavori, Flaminia Salvemini.

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PREMIO MAURO ROSTAGNO | 3^ EDIZIONE | LE OPERE FINALISTE

Nazieuropa di Beppe Casales / Milano
Nazieuropa è uno spettacolo che viaggia su due binari: la parola e le immagini. È insieme una lettera a una figlia e un viaggio che parte dalla Germania degli anni ’30 e arriva fino all’Europa dei confini, del nuovo nazionalismo e del razzismo diffuso. È il desiderio di sottrarsi all’indifferenza, di guardare con gli occhi ben aperti e di chiamare le cose con il loro nome.
Nazieuropa è una domanda: che differenza c’è tra la Germania nazista e l’Europa dei nostri giorni?

Il circo capovolto”, produzione Teatro delle temperie di e con Andrea Lupo / Bologna
Liberamente tratto dal romanzo di Milena Magnani, diretto da Andrea Paolucci, musiche originali di David Sarnelli. Una pièce emozionante, travolgente, che crea un vortice in cui memoria, appartenenza, famiglia e sangue si mescolano a guerra, deportazioni, tradimenti, fughe e vendette. In cui la storia di Branko e di suo nonno Nap’apò, della loro famiglia rom e del famoso circo distrutto dai nazisti, si intreccia alla storia di cinque bambini di un contemporaneo campo rom.

La corsadi C.R.M. – Matteo Ciccioli, Miriam Russo, Alessia Matrisciano / Treviso
Un progetto d’inchiesta che vuol far detonare parole e storie raccolte sul campo attraverso il linguaggio drammatico. Un corriere prende voce e racconta la sua vocazione, spezzata e infranta da un sistema di lavoro che ha perso di vista l’umanità. Il pacco va portato a destinazione, sempre, ci sono i desideri dei clienti da soddisfare, spinti a spendere e comprare sempre di più mentre siedono sulle loro poltrone in pantofole. Ma questo pacco significa molto di più per chi lo porta ed è macchiato di sudore, schegge di vita e lacrime. Il rapporto padrone/servo è esercitato da una macchina che detta tempi e orari, diventa aguzzino ed unico interlocutore di una figura solitaria. Il suo biz ci richiama all’ordine, è il distillato digitale della sirena di tempi moderni. Le fotocamere sono diventati i suoi occhi, che scrutano e indagano, lo schermo, il suo volto polimorfo. Uno strumento di controllo che governa la vita lavorativa dei corrieri e non solo.

My name is Patrick Zaki – 45 Days”, produzione Raizes Teatro, di e con Alessandro Ienzi / Palermo
Scritta, diretta e interpretata da Alessandro Ienzi, con la regia di Emma Dante, la performance si incentra sulla riconferma sistematica della carcerazione preventiva del giovane attivista egiziano già studente dell’Alma Studiorum di Bologna, e attualmente detenuto nel carcere di Tora al Cairo. Zaki è un Joker che dal 7 febbraio 2020 si è scisso da Patrick, creando una divisione tra il giovane attivista e il mito, tra lo studente e l’eroe. La performance è un viaggio tra musica e parole che connette gli eventi storici che hanno travolto il mondo dall’11 settembre 2001 fino ai giorni nostri, passando attraverso la primavera araba.

Il Viaggiodi DoveComeQuando / Roma
Due storie individuali che gradualmente si intrecciano in un delicato equilibrio, diventando universali nel raccontare della ricerca estrema di una vita migliore, di cosa tale ricerca comporta, di come il viaggio stesso cambia chi lo ha intrapreso, di come ognuno di noi potrebbe vivere una prova del genere. Nello scenario immaginifico dell’incontro di due epoche diverse in cui gli stessi problemi sembrano ricorrere in forme nuove, il viaggio da compiere è soprattutto interiore: è quello che porterà a identificarsi nell’altro, a “vederlo”, riconoscendo in esso e nella massa che preme non una indistinta minaccia, ma altri esseri umani, corpi caldi e pulsanti, concentrati di speranze e paure simili alle proprie.

Nel nome di Mariadi Chiara Gambino / Palermo
Quante volte ci siamo chiesti “sarebbe potuto andare diversamente?”, la protagonista Maria Lo Bello risponde inconsapevole a questa domanda per tutto lo spettacolo con un iusso di coscienza verace e fragile raccontando l’incontro con il Qdanzato Calogero (Lillo) Zucchetto. Maria attende irrequieta e comica in un luogo-nonluogo; qui sviscera con il pubblico la sua anima genuina: i dubbi e la vergogna per la sua terra martoriata dalla maQa, il riconoscere un uomo con cui dividere la vita. Maria con il suo carisma riesce ad aprire un dialogo con il pubblico che diventa attivo dell’attesa che non arriverà mai a compimento poiché solamente nell’epilogo, noi come Maria, scopriremo la tragica Qne del poliziotto Calogero Zucchero, realmente deceduto il 14 Novembre del 1982.