Da De Gasperi a Beppe Grillo, passando per Berlusconi, D’Alema e Renzi. La televisione da sessant’anni fa da cassa di risonanza alla politica. O è diventata la politica? Un dibattito antico, che s’è arroventato con la “discesa in campo” del principale proprietario di tv private del Paese e di uno dei principali personaggi tv. Ma quella “televisiva” rappresenta, più in generale, una delle questioni irrisolte e più scottanti della storia dell’Italia repubblicana. Trascorsa l’età in cui è stata la politica, soprattutto governativa, a controllare la tv, molti indizi fanno oggi pensare che si sia giunti alla fase in cui è piuttosto la tv a dettare le regole alla politica. Come si è arrivati a tutto ciò? Prova a rispondere a queste domande il saggio di Giandomenico Crapis, esperto di storia della televisione (con la prefazione di Marco Damilano), Imprimatur Editore.

Con l’autore  e daSud ne discutono

Alberto Abruzzese
sociologo della comunicazione Iulm Milano

Marco Damilano

giornalista l’Espresso e Gazebo (Raitre)

Edoardo Novelli

docente di Comunicazione politica Università Romatre