MURALE daSud Roma 2014

Depositato l’atto formale di costituzione, daSud: “Doveroso prendere posizione. Rappresentiamo la cittadinanza che non vuole lasciare Roma in mano alle mafie”

Roma, 3 novembre 2015Associazione antimafie daSud annuncia di essersi formalmente costituita parte civile dinanzi alla X Sezione penale del Tribunale di Roma nell’ambito del maxiprocesso per Mafia Capitale che prenderà il via questo giovedì 5 novembre per 46 imputati, alcuni dei quali rappresentanti infedeli delle istituzioni democratiche, accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, corruzione, turbativa d’asta, estorsione, riciclaggio e usura.

«L’associazione antimafie daSud dichiara il portavoce Danilo Chiricoha scelto di costituirsi parte civile nel maxiprocesso su Mafia Capitale in rappresentanza di quella cittadinanza che ha visto negarsi il diritto alla verità e che non vuole lasciare Roma in mano alle mafie. Da tempo – spiega Chirico – denunciamo il radicamento delle mafie nella Capitale. Una presenza che ha avuto, e ancora ha, una preoccupante capacità di rovesciare in interesse privato la gestione della governance pubblica, colpendo le fasce più deboli, modificando i territori e le relazioni tra le persone, inquinando l’economia e togliendo gradualmente libertà e democrazia ai singoli cittadini. Si tratta di un gesto di grande valore politico e sociale che consideriamo parte costituente del nostro impegno contro le mafie a Roma».

In cinque anni di costante informazione e sensibilizzazione sul territorio, l’associazione daSud è diventata un punto di riferimento nella denuncia della presenza delle mafie a Roma, referente delle Istituzioni su questo tema, nonchè capofila nella costruzione di una risposta sociale antimafia nella Capitale.

Risale a giugno 2013 l’uscita di #Romacittàdimafie, il primo dossier di daSud sulla Capitale dei clan. Consegnato al sindaco, oramai ex, Ignazio Marino, e al procuratore Giuseppe Pignatone, il dossier già denunciava l’ingresso dei clan nel tessuto economico e sociale della Capitale, anche grazie a importanti complicità nel mondo delle professioni e dell’imprenditoria: «uno sforzo di analisi necessario – continua il portavoce di daSud – che è proseguito con i dossier Roma tagliata male sul sistema droga e Mammamafia. Il welfare lo pagano le mafie sull’economia dei clan tra diritto al lavoro, gestione dei servizi e consenso sociale e che purtroppo cadeva in un clima di generale negazionismo che ha di fatto generato il mancato allarme sociale delle classi dirigenti e che ha contribuito a irrobustire l’omertà e la sottovalutazione del fenomeno».