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Da Dylan Dog a Don Peppe Diana, la prima mostra-racconto dei fenomeni criminali e dell’impegno contro le mafie nella produzione fumettistica dal secondo dopoguerra ad oggi.
In mostra anche una sezione speciale con storici oggetti appartenuti a Lollò Cartisano, Giuseppe Tizian, Rocco Gatto, Cecè Grasso

Apertura sabato 27 Febbraio, ore 18.00 con Giacomo Bendotti autore di fumetti e sceneggiatore del film L’Attesa 

Proiezione del documentario sulla IX edizione del Festival del Fumetto Le Strade del Paesaggio realizzato da Round Robin Editrice e Quotidiano del Sud 

Dalle surreali rappresentazioni del fenomeno mafioso nelle tavole di Dylan Dog alle celebri graphic novel di Becco Giallo e Round Robin Editrice sugli eroi dell’antimafia, passando per le storiche avventure dell’agente di polizia Nick Rider nella Little Italy newyorkese, e per le matite di autori geniali come Gipi, Biani, Mannelli, Natangelo, Natoli, Staino e moltissimi altri ancora.

Apre così i battenti “Mc Mafia”: la prima mostra su mafia, camorra e ‘ndrangheta nella storia del fumetto che sarà inaugurata Sabato 27 Febbraio 2016, alle ore 18.00 nel Museo del Fumetto di Cosenza (Via Salita Liceo, 1). Realizzata per i dieci anni dell’Associazione daSud, dopo una prima fortunata tappa presso Il Museo di Roma In Trastevere , la mostra curata dal Museo del Fumetto e da Cluster approda a Cosenza .

Mc Mafia è uno sguardo inedito e globale sulla rappresentazione delle mafie nella produzione fumettistica che va dal secondo dopoguerra ad oggi. Un grande lavoro di ricerca che raccoglie le opere originali, 90 per la precisione, di oltre 40 autori, distanti tra loro per provenienza e stili, con l’obiettivo di mostrare come i fenomeni criminali siano stati raccontati nel corso degli anni e come è cambiato l’immaginario.

Dalla narrativa pura al giornalismo d’inchiesta e alla satira: sono in tutto tre le sezioni in cui si divide “Mc Mafia”.

PRIMA SEZIONE

Si comincia con le strip realizzate nel secondo dopoguerra con le tavole di storici personaggi come Dylan Dog dove appaiono surreali rappresentazioni del fenomeno mafioso e si prosegue con le avventure poliziesche dell’agente della squadra omicidi della polizia di New York, Nick Rider, lo storico personaggio nato dalla matita di Claudio Nizzi che pagina dopo pagina si muove in atmosfere che ricordano quella Little Italy già narrata ne “Il Padrino” di Francis Ford Coppola.

SECONDA SEZIONE

Una lunga sezione, la seconda, dedicata alla satira e realizzata con l’aiuto dei giornalisti Giampiero Cardarella e Sergio Nazzaro, ospita invece le opere di autori come Riccardo Mannelli, Natoli, Mauro Biani e Natangelo: la mafia in questi casi non è più rappresentazione del male ma racconto della realtà, cronaca del quotidiano e memoria da conservare di un tempo in cui le mafie si sono radicate nel nostro paese. In mostra anche illustrazioni e disegni che raccontano la parte più intima e più nascosta del fenomeno.

TERZA SEZIONE

La terza sezione, infine, racconta il presente attraverso l’esposizione di tavole tratte da fumetti più recenti. La maggiore attenzione rispetto alle tematiche dell’antimafia, ha infatti portato molti fumettisti a mettere da parte il racconto di “padrini” e “picciotti” per disegnare vita e memorie di chi le mafie ha provato a combatterle. È così nel caso delle graphic novel pensate dall’Associazione daSud ed edite nella collana “Libeccio” di Round Robin Editrice o come nelle monografie pubblicate da Becco Giallo con fumetti dedicati alla vita di Pippo Fava, Peppino Impastato, Don Peppe Diana e altri eroi dell’antimafia.

La mostra sarà visibile fino al 26 Marzo, tutti i giorni, escluso i lunedì, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.30.

All’interno del Museo del Fumetto sarà possibile inoltre visitare la collezione permanente, la mostra su Batman66, con disegni di Giancarlo Caracuzzo, Comics Food di Flavia Sorrentino e ammirare da vicino la storica moto appartenuta ad Andrea Pazienza.

Le attività del Museo del Fumetto sono a cura  di Provincia di Cosenza e Cluster Società Cooperativa.