Il nostro percorso di outdoor education tra i ritrovati compagni di banco, deficit d’attenzione, nuova autonomia, relazioni socio-affettive in rapida evoluzione, identità di genere e percorsi di cittadinanza attiva nel segno dell’educazione antimafia

Roma, 2 dicembre 2022 – Sono trascorsi due mesi da quando la prima campanella dell’anno ha segnato il ritorno a scuola dalle vacanze e il riavvio dei nostri percorsi di educazione non formale con circa 300 studenti e studentesse dell’IIS Enzo Ferrari e dell’IC Rita Levi Montalcini di Cinecittà-Don Bosco: un intervallo di tempo sufficiente per fare un primo bilancio, fissare alcuni punti chiave e orientare le nostre prossime azioni. 

Ripercorrendo il ritorno a scuola, la prima buona notizia è che sono tornati i compagni di banco! La pandemia ci aveva costretti e abituati a una serie infinita di alti e bassi, ai frequenti isolamenti, alle quarantene, alla didattica a distanza, alle classi ridotte a poche unità in presenza e ai tanto discussi banchi singoli, che in qualche modo avevano contribuito a limitare l’instaurazione e la costruzione di una relazione forte con il proprio compagno o compagna di banco: la persona con cui si sta più a contatto durante l’anno, dalla quale si riceve il supporto più grande, con la quale si condividono i momenti più belli e più dolorosi e che nella maggior parte dei casi è destinata a diventare il migliore o la migliore amica. Poi ancora i corridoi, gli spazi comuni, la ricreazione: luoghi e momenti importanti di socialità che dopo tanto tempo tornano ad essere vissuti a pieno. 

È in questa ritrovata “normalità” che il nostro lavoro con insegnanti e studenti è ripartito nel segno del percorso di educazione all’aperto: primo tassello del più ampio modello educativo che abbiamo sviluppato per contrastare la dispersione scolastica e la povertà educativa nel territorio in cui operiamo con ÀP – Accademia Popolare dell’antimafia e dei diritti, il percorso ci ha visto affiancare in questi primi due mesi 14 classi prime dell’IIS Enzo Ferrari, 6 classi seconde e 6 classi terze dell’IC Rita Levi Montalcini.

IL PERCORSO CON LE PRIME SUPERIORI

Obiettivo principale delle attività svolte con le prime dei tre plessi dell’IIS Enzo Ferrari (Via Procaccini, Via Contardo Ferrini e Via di Grottaferrata), dato l’ingresso degli studenti in un nuovo grado di  scuola, è stato favorire la socialità tra loro e, dunque, facilitare l’instaurazione e la creazione all’interno del gruppo classe di buone relazioni e di un clima positivo. Ci siamo così concentrati sull’accoglienza: un obiettivo condiviso con gli insegnanti che abbiamo perseguito attraverso le escursioni con le classi, le attività di apprendimento esperienziale, i giochi sulla fiducia reciproca, la scoperta dell’altro, l’esplorazione e la narrazione del territorio. Un lavoro importante, quello sull’accoglienza, che nei nostri alunni ha richiamato tante cose: “l’odore del sugo della nonna”, “il divano di casa”, “il discorso della preside in aula magna”. Tutte immagini che rimandano a concetti come familiarità, calore e attenzione, nonché a ciò di cui forse ciascuno di loro ha più bisogno all’inizio di un nuovo percorso. 

Al fine di favorire la socialità e avviare relazioni positive tra gli studenti, abbiamo orientato le nostre azioni a stimolare nei ragazzi e nelle ragazze la conoscenza tra loro attraverso la condivisione delle motivazioni che li hanno portati a scegliere la scuola che oggi frequentano, a condividere le loro aspettative, a raccontare aspetti di sé meno conosciuti dagli altri, le passioni e i punti di vista.

Abbiamo lavorato molto anche sulla buona comunicazione tra loro. Le attività che hanno coinvolto ciascun gruppo classe hanno visto gradualmente emergere per alcuni un ruolo di leadership: è stato nostro compito aiutarli a comprendere che l’ascolto e il supporto dei compagni sono importanti per raggiungere traguardi comuni. Con alcune delle 14 classi abbiamo affrontato il tema dell’urbanizzazione della città attraverso l’esplorazione della dimensione dello spazio fisico (distanze casa-scuola-parco) e della dimensione spazio-temporale del quartiere che ogni giorno attraversano (come è cambiato nel corso del tempo). Siamo andati alla scoperta del Parco di Tor Fiscale e del Parco degli Acquedotti, dove abbiamo affrontato la storia della scuola pubblica e del diritto all’istruzione e dove abbiamo raccontato storie di diritti negati come quella di Stefano Cucchi nel segno di quell’educazione civica vicina a loro, nel tempo e nei luoghi.

Tra le classi che abbiamo affiancato alcune risultano più problematiche. Le criticità che abbiamo riscontrato sono spesso legate a un deficit di attenzione che nei prossimi mesi richiede da parte nostra un lavoro più mirato. Ci sembra che le prime superiori, più di altre classi, scontino la difficoltà di aver vissuto solo parzialmente i tre anni di scuola media, e si portino dietro un’età emotiva meno matura di quella a cui siamo abituati, unitamente ad una grande difficoltà nel rispettare le regole dello stare insieme nel contesto scolastico.

IL PERCORSO CON LE SECONDE E TERZE MEDIE

Obiettivo principale del percorso avviato invece con gli studenti delle seconde e terze medie dell’IC Rita Levi Montalcini, in continuità con il lavoro svolto rispettivamente nell’anno e nei due anni precedenti, è stato capire insieme a che punto sono del loro percorso di crescita: quanto si reputano cresciuti dopo l’estate, cosa si aspettano da questo nuovo anno, quali problemi li preoccupano e quali sogni li entusiasmano. Un obiettivo che abbiamo perseguito attraverso l’ascolto e l’educazione socio-affettiva, fondamentali per capire da dove partire per favorire il consolidamento del livello di integrazione e inclusione raggiunto all’interno di ciascun gruppo classe con il lavoro svolto negli anni scorsi. Quello che è emerso è che iniziano ad uscire più da soli, ad esplorare l’ambiente circostante casa loro e poi una grande conquista: le chiavi di casa, segno che anche i genitori hanno più fiducia in loro e che loro si sentono più responsabili perché diventano più grandi. Come ci ha detto L. di seconda media, “da quando ho le chiavi di casa è tutto diverso, è la conferma che sono cambiato”.

Al fine di indagare la sfera della loro socio-affettività abbiamo giocato con loro alla “ragnatela delle relazioni”: un sociogramma in cui ognuno di loro, in forma anonima, è invitato a mettere l’Io al centro e a collocare rispetto a questo le persone che sentono più vicine. Soprattutto con le terze classi è interessante vedere e scoprire come cambiano e si evolvono le relazioni da un anno all’altro, come le persone nel tempo sono più vicine o più lontane. Un dato che emerge sempre è che tutti collocano il proprio animale domestico nel cerchio più vicino all’Io, anche quando i genitori e/o fratelli e sorelle sono in cerchi più distanti. Quando c’è, il proprio cane o il proprio gatto è sempre presente ed è sempre collocato nel cerchio privilegiato. La famiglia è centrale nella maggior parte delle “ragnatele”, ma è frequente la tendenza di alcuni ad escludere dal sociogramma uno o entrambi i genitori, più raramente i fratelli. Non tutti hanno le idee chiare, non a caso sono molti quelli che ci raccontano come sia difficile interrogarsi su quali siano le persone più importanti da collocare nei cerchi più vicini.

PROSSIMI PASSI

Tra le richieste che ci sono pervenute da parte di molti insegnanti c’è quella di affrontare il tema dell’educazione alla sessualità e dell’identità di genere: un tema su cui ci concentreremo nei prossimi mesi per aiutare e sostenere ragazze e ragazzi da un lato, e insegnanti dall’altro, affinché abbiano maggiori strumenti per capire come rapportarsi con alunne e alunni.

Soprattutto con le classi del triennio delle superiori, abbiamo avviato un percorso graduale e permanente di cittadinanza attiva nel segno dell’educazione antimafia, che tocca più tematiche: Costituzione, legislazione antimafia, storia delle mafie a Roma, questioni di genere, donne e mafie, sport e diritti, cittadinanza digitale, media education. Si tratta di momenti formativi unici e non convenzionali, progettati con i singoli insegnanti e di volta in volta declinati in lezioni mirate, escursioni, spettacoli teatrali, incontri con protagonisti della società civile, fondamentali per contribuire a formare le cittadine e i cittadini di domani. Insomma, l’anno non può che proseguire!