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Hanno tra i 12 e i 17 anni, i loro nonni sono nati in Eritrea, Guatemala, Filippine, Senegal, Argentina, Bangladesh, ma sono tutti romani. Ragazzi italiani di seconda generazione che si sono incontrati dalle parti della scuola Pisacane e hanno creato una magia che prende il nome di Piccola Orchestra di Torpignattara.

Provengono dalle borgate della città, molti di loro sono nati e cresciuti nel Municipio V, e sono stati uniti dalla passione per la musica: hanno fatto concerti, esibizioni e hanno inciso un primo cd, distribuito gratuitamente nelle biblioteche, nelle scuole del centro, nei bar, nei negozi. Un lavoro di squadra nato grazie a Domenico Coduto, produttore musicale e culturale, e Pino Pecorelli, direttore musicale dell’orchestra e fondatore, tra gli altri, dell’Orchestra di Piazza Vittorio nel 2002. Li abbiamo conosciuti qualche tempo fa per il loro impegno sociale e culturale al Pigneto e Torpignattara. Abbiamo deciso di premiarli al Meeting delle Etichette Indipendenti (MEI 2.0) il prossimo 28 settembre a Faenza, menzionandoli come buona pratica antimafia con il premio Restart.

Domenico, da quanto tempo vivi qui?
Da circa quattro anni, in pratica dal giorno di fondazione della Piccola Orchestra di Torpignattara. Prima vivevo al Pigneto, adesso in una terra di mezzo, sulla Casilina, all’incrocio con Filarete. Ho due figli, gemelli, che frequentano la Pisacane, proprio come alcuni dei ragazzi che compongono l’orchestra. Torpignattara per noi è un simbolo. Simbolo di una città che cambia. Di un Paese che cambia. Per questo la nostra orchestra è composta anche da ragazzi che arrivano da tutta la Capitale. Abbiamo sempre la percezione che questo sia un quartiere dove accadono delle cose. Oggi però qui si respira una sensazione di abbandono, le istituzioni fanno fatica e mancano alternative culturali allo stare in strada. È possibile che in un quartiere così grande non ci sia nemmeno un cinema?

Com’è nata l’idea dell’orchestra?
Abbiamo iniziato con un contributo della Fondazione Nando Peretti. Abbiamo raccolto altri fondi. Ma siamo alla continua ricerca di uno spazio in zona dove fare le prove; un problema storico di tanti gruppi romani. Ma non disperiamo: con il municipio sono nate delle buone sinergie e quest’anno vorremmo fare due laboratori a settimana aperti a chi vuole partecipare.

Ma che c’entrate voi con l’antimafia? Vi siete chiesti perché vi abbiamo premiato? ;)
È stata una sorpresa bellissima. Un riconoscimento importante per un ruolo culturale che vuol dire anche essere un presidio di legalità a Torpignattara. Sentiamo un carico di responsabilità: la nostra musica si intreccia con l’attività sociale. E credo sia profondamente antimafia dare a ragazzi e ragazzi nuove opportunità di crescita, strumenti di libertà come la musica, e soprattutto la possibilità di vivere in un altro modo relazioni e dinamiche del quartiere.

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L’intervista video al direttore dell’orchestra, Pino Pecorelli