Rostagno

 

 

CHI ERA MAURO ROSTAGNO

Mauro Rostagno - Torino (TO), 6 marzo 1942 – Lenzi di Valderice (TP), 26 settembre 1988

Un animo rivoluzionario e ribelle, ma per cause concrete. Sociologo, giornalista e attivista, Mauro Rostagno credeva che per cambiare la società l’unico modo fosse un sovvertimento radicale. Nato e cresciuto a Torino in una famiglia di umili origini, Mauro trascorre la sua vita tra Italia, Germania, Inghilterra, Francia, Spagna, India e di nuovo Italia. Protagonista attivo delle proteste contro il regime franchista in Spagna e delle lotte studentesche in Italia, è stato tra i fondatori – insieme ad Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani, Guido Viale e Marco Boato – di Lotta Continua. Nel 1976, a seguito dello scioglimento del movimento politico, si è fatto promotore a Milano del circolo culturale Macondo. Dopo un periodo trascorso in India, dove si è avvicinato alla comunità spirituale degli “arancioni” di Osho, Mauro decide di rientrare in Italia e di trasferirsi in Sicilia, in provincia di Trapani. Qui, mentre dà vita a Saman, punto di aggregazione destinato a diventare tra i primi centri d’accoglienza e recupero di tossicodipendenti in Italia, indaga e denuncia per conto dell’emittente televisiva locale Rete Tele Cine (RTC) i rapporti tra mafia, massoneria, P2, servizi segreti “deviati” ed esercito italiano. Storici i suoi interventi scomodi in diretta televisiva che ha pagato con la vita. Mauro è morto all’età di soli 46 anni, vittima di un agguato mafioso compiuto per mano di Cosa nostra.

IL PREMIO

Nel trentennale del suo omicidio, grazie alla disponibilità della figlia Maddalena, abbiamo deciso con Compagnia Ragli di dedicare a Mauro Rostagno il Premioun concorso nazionale che si propone di incentivare e sostenere la produzione artistica legata al teatro civile. Rivolto a singoli artisti e compagnie che portano in scena spettacoli che trattano temi inerenti la qualità e la dignità della vita umana, l’impegno per la giustizia sociale, la lotta alle mafie e contro tutte le forme di discriminazione, il Premio prevede l’attribuzione di un riconoscimento concreto al vincitore (1000 ). Sono altresì obiettivi del Premio consentire a chi partecipa di potersi esibire in un contesto artistico dedicato e sui generis, mettere al centro la periferia e avvicinare al teatro civile un pubblico di non addetti ai lavori.

LE TRE SERATE DEL PREMIO

Il Premio si articola in tre serate: due di messa in scena di sei opere finaliste e una conclusiva con proclamazione e premiazione dello spettacolo vincitore da parte di una giuria d’eccezione. Nel corso dell’ultima serata vengono di norma assegnati anche i seguenti premi: miglior regia, miglior testo, migliore attore, migliore attrice. A questi si aggiunge il Premio Giuria Popolare che viene attribuito da La Casa dello Spettatore di Roma

2019 – PRIMA EDIZIONE

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2020 – SECONDA EDIZIONE

16-17-18 aprile / III Atto – Resistenza

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