Per la sua quinta tappa, la Lunga Marcia dell’associazione daSud si sposta lungo l’asse Roma-Milano. Martedì 25 giugno al Nuovo Cinema Aquila si parlerà di giustizia, informazione e politica. Ospiti d’onore Giuseppe Pignatone, Giuseppe Gennari, Enrico Mentana e Cosimo Ferri. A seguire la proiezione di “Et in terra pax”

Dopo il successo del “Roma mafie tour”, l’associazione antimafie daSud prosegue la sua Lunga Marcia della Memoria 2013. E lo fa spostando lo sguardo verso Nord. Come ormai appare chiaro, infatti, le vere “Capitali di mafie” non sono più Palermo, Reggio Calabria e Napoli. Ma Roma e Milano. A loro sarà dedicata la quinta tappa della Lunga Marcia, che si svolgerà martedì 25 giugno presso il Nuovo Cinema Aquila, storica sala del Pigneto sequestrata alla banda della Magliana e riconsegnata alla città nel 2008.

La serata prenderà il via alle 18 con la presentazione del libro “Le fondamenta della città”, scritto dal giudice della Procura di Milano Giuseppe Gennari. Lo spunto perfetto per avviare un dibattito che terrà insieme i tre cardini su cui deve reggersi una vera azione di contrasto alle mafie: giustizia, informazione e politica. Per discutere del ruolo della magistratura l’associazione daSud ha invitato Giuseppe Pignatone, procuratore della Repubblica di Roma. Insieme a lui saliranno sul palco Enrico Mentana, direttore del tg La7, e il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, che illustrerà le prossime azioni del Governo.

Dopodiché le immagini prenderanno il posto delle parole. Alle 20:30 verrà proiettata la clip del “Roma mafie tour”, il primo “giro turistico” nei luoghi simbolo delle mafie di ieri e di oggi che si è svolto giovedì 20 giugno. A seguire il secondo e ultimo appuntamento della rassegna cinematografica “Roma non si vede”. Quando c’è da raccontare il lato nascosto della “Roma, città di mafie”, un film o un documentario valgono infatti più di mille parole. Dopo il Laurentino 38, questa sarà la volta di Corviale, attraverso la proiezione di “Et in terra pax” di Matteo Botrugno e Matteo Coluccini. Un film in cui la denuncia sociale sul disagio della periferia romana si mischia all’indagine psicologica dei personaggi che vi sono immersi.