“+Terra = +Lavoro +Diritti” è lo slogan che l’Associazione daSud ha scelto nel corso della “Lunga Marcia della Memoria” 2013 a Roma per chiedere che le terre pubbliche siano destinate all’agricoltura urbana. Con questo spirito siamo stati tra i promotori della petizione #Terrepubbliche ai giovani agricoltori, che in due settimane ha raccolto più di 10.000 firme, consegnate al sindaco Ignazio Marino lo scorso luglio.

In quell’occasione abbiamo voluto lanciare una provocazione, che andasse perfino oltre il tema del riutilizzo sociale dei terreni confiscati alla criminalità organizzata: nel Lazio ci sono 42.000 ettari nella “disponibilità” delle mafie. Risorse inutilizzate, sotto il controllo diretto di enti o amministrazioni pubbliche. Abbiamo ascoltato giovani e disoccupati che vogliono investire nell’agricoltura ma non hanno le risorse per farlo. Abbiamo aderito al “Coordinamento romano per l’accesso alla terra”, schierandoci contro la vendita del patrimonio e chiedendo di destinarlo a progetti di agricoltura multifunzionale. Con bandi pubblici e trasparenti che sappiano rispondere alle esigenze dei lavoratori agricoli “senza terra” e offrire servizi alla città, dalla fruibilità degli spazi all’agricoltura sociale.

Un’antimafia preventiva capace di sottrarre manovalanza alle mafie e proporre un nuovo modello di sviluppo eco sostenibile. Sfidando la speculazione edilizia, gli interessi delle agromafie che inquinano l’intera catena della produzione alimentare e abbattendo ogni forma di caporalato.
Sosteniamo inoltre  le rivendicazioni degli ortisti romani, perlopiù nati spontaneamente, che chiedono di “normalizzare” il loro diritto a riappropriarsi dei luoghi. Perché le ecomafie arretrano laddove viene potenziata l’educazione ambientale, costruendo nuove forme di socializzazione e integrazione, proprio in quegli spazi che possono diventare le nuove “piazze” della città, liberate dal cemento e dai rifiuti. L’antimafia passa anche dalla valorizzazione dei beni comuni e dal riconoscimento delle buone pratiche di agricoltori e ortisti, storiche sentinelle della salute e dell’ambiente.