Coordinamento Romano Accesso alla Terra: “Ogni ritardo o intralcio al percorso dei bandi è un assist a favore della cementificazione, degli usi impropri e dei monopoli agricoli sulla Capitale che continueremo a denunciare come abbiamo sempre fatto, insieme agli agricoltori e alla società civile che nel CRAT hanno trovato rappresentanza”

“I bandi di Roma Capitale, inseriti dalla Giunta nel programma ‘Roma Città da coltivare’, sono un’iniziativa fondamentale per il rilancio dell’agricoltura nell’Agro-Romano, per creare nuovi posti di lavoro, valorizzare il patrimonio agricolo della Capitale finora svenduto o abbandonato, e garantire servizi e fruibilità ai cittadini”. Così in una nota il Coordinamento Romano Accesso alla Terra (CRAT), di cui fanno parte cooperative, categorie di settore, sindacato e associazioni, che negli ultimi tre anni è stato promotore di una vertenza collettiva che ha messo al centro dell’opinione pubblica e dell’agenda politica i temi dell’agricoltura, del diritto al lavoro e della qualità della vita.

“Dopo più di un anno di tavolo tecnico aperto da Roma Capitale a tutte le realtà territoriali, e in prossimità della scadenza del bando prevista per il 22 luglio prossimo – continua il CRAT – improvvisamente qualcuno si accorge che, seppur invitato, non ha partecipato al confronto pubblico e con l’appoggio di qualche esponente politico ne chiede l’annullamento tentando così di vanificare l’impegno dei tanti che si sono battuti affinché le terre pubbliche tornassero ad essere luoghi di produzione agricola e venissero strappati a usi illeciti. Non crediamo sia legittimo, senza presupposti giuridicamente sostenibili e dopo un anno di tavolo di concertazione, chiedere l’annullamento di un bando regolarmente pubblicato e ormai prossimo alla scadenza, ottenuto dopo tre anni di mobilitazione di agricoltori e società civile”.

“I bandi di Roma Capitale sono il frutto di una battaglia partecipata straordinaria – conclude il CRAT – non si può ignorare la volontà dei diecimila che hanno sostenuto con una raccolta firme la battaglia ‘Terre pubbliche ai giovani agricoltori’, né le speranze dei tanti agricoltori senza reddito e terra che hanno visto nei bandi una prospettiva concreta di lavoro. Ogni ritardo o intralcio al percorso dei bandi è un assist a favore della cementificazione, degli usi impropri e dei monopoli agricoli sulla Capitale che continueremo a denunciare come abbiamo sempre fatto, insieme agli agricoltori e alla società civile che nel CRAT hanno trovato rappresentanza”.