Una grande vittoria per l’antimafia, per il diritto allo studio e per l’associazione daSud. La Camera ha approvato stamattina un emendamento al decreto legislativo n. 159 del 6 settembre 2011, meglio noto come Codice delle leggi antimafia, che rivoluziona la gestione delle somme confiscate alle mafie o frutto della vendita dei beni confiscati. Prevedendo che una piccola parte di queste somme, pari al 3%, venga usata per finanziare il Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio. Attualmente, invece, tutto il denaro proveniente dalla lotta alle mafie viene destinato al Fondo unico della Giustizia.

Il voto favorevole di Montecitorio rappresenta il coronamento di una battaglia portata avanti dall’associazione daSud, autrice della proposta, che è stata subito raccolta e rilanciata dalla deputata di Sel Celeste Costantino, già portavoce di daSud e portatrice di una straordinaria sensibilità antimafia. Una piccola grande rivoluzione, ottenuta dall’opposizione al governo delle larghe intese, che consentirà a un numero sempre maggiore di ragazzi di studiare. Offrendo loro un nuovo strumento di sostegno che mette insieme la lotta alle mafie con il rilancio di un vero e compiuto diritto allo studio, oggi azzoppato da anni di tagli selvaggi.

L’approvazione alla Camera – commenta la deputata Costantino – rappresenta una grande vittoria per l’antimafia, che tiene insieme due punti qualificanti dell’azione politica: il contrasto ai clan e il diritto allo studio. Abbiamo raccolto la proposta elaborata dall’associazione antimafie daSud, condivisa e supportata da tanti movimenti studenteschi, e fatto in modo che fosse approvata. Anche così dimostriamo un binomio inscindibile: non ci può essere antimafia senza formazione, e viceversa”.

Oggi è una giornata importante per l’antimafia istituzionale. Quella concreta e per nulla retorica, che raccoglie le istanze che provengono dalla società, che le fa progetto politico, che dà risposte vere alle esigenze delle persone. Se è vero infatti che le mafie hanno ipotecato il futuro di questo Paese, non c’è modo migliore per combatterle che redistribuire i loro soldi a chi quel futuro può e deve (ri)costruire. Ossia i giovani. Adesso vigileremo perché il Senato confermi la decisione di Montecitorio e perché le Regioni con gli enti di diritto allo studio sappiano sfruttare questa straordinaria occasione raccogliendo la sfida al cambiamento con fatti concreti e una nuova idea di antimafia sociale lanciata dall’Associazione daSud e dalle associazioni degli studenti più sensibili.