Roma Est si racconta
Indagine partecipata sul territorio tra legalità, migrazione e inclusione

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È il progetto nato da un’idea del Liceo Scientifico Teresa Gullace di Roma realizzato in collaborazione con l’associazione ArtedelContatto, nell’ambito del programma Per chi crea (2019-2020) promosso da MIBACT e SIAE.

Obiettivo del progetto è stato sensibilizzare i più giovani su mafie e antimafia, legalità, migrazione e inclusione attraverso un percorso di educazione non formale articolato in più fasi, utilizzando il racconto cinematografico come strumento di apprendimento e veicolo di conoscenza e approfondimento. Il percorso ha previsto lo svolgimento di una serie di indagini sul territorio per consentire ai giovani partecipanti di conoscere da vicino le realtà che ogni giorno si battono per la legalità e l’inclusione e si è concluso con la realizzazione di una memoria visiva, giunta al termine di un percorso di indagine multimediale su Roma Est.

L’attività di contrasto delle mafie attraverso la proiezione di film di repertorio congiunta all’incontro con protagonisti e personalità che hanno contribuito alla resistenza civile nel nostro Paese dal dopoguerra ad oggi, non può non avviare tra i giovani (non solo della scuola) un confronto di cultura aperto e propositivo. A questo si aggiunge il diritto alla conoscenza e ai saperi di tutta la società civile, soprattutto in quelle aree della periferia – non solo cittadina ma “culturale” – spesso ignorate, che lasciano trasparire un drammatico senso di non appartenenza  e di spaesamento, che finisce per essere un grido soffocato di assoluta inerzia di fronte al mancato ascolto da parte delle istituzioni.

Altro obiettivo perseguito è stato infatti quello di promuovere e “mostrare” la fattibilità di un nuovo progetto scolastico dal fine civile ed educativo, nonché un ritorno alla cooperazione attiva tra comunità civile e scuola, non solo in termini di “competenza” ma anche e soprattutto di conoscenza e studio del grande patrimonio artistico, sociale e culturale italiano.

UN PROGETTO IN 3 MODULI

MODULO 1

Le produzioni cinematografiche da sempre creano immaginari collettivi, generano fenomeni culturali che determinano lo sviluppo della società. Per gli storici e gli studiosi della contemporaneità il cinema è quella fonte di studio e di analisi imprescindibile per la comprensione della società moderna: agenti di storia, strumenti per il racconto dei fatti storici, fonti perla conoscenza storica.

Così attraverso una  rassegna ci siamo chiesti insieme ai ragazzi cosa vuol dire analizzare i fenomeni mafiosi e migratori, quelli legati ai temi del lavoro, dell’ambiente, della giustizia, dell’adolescenza attraverso un percorso cinematografico.

Le proiezioni dei  film sono state precedute  da un incontro preparatorio alla visione del film e seguite da  un ulteriore incontro volto alla rielaborazione condivisa e collettiva di quanto visto.

La rassegna ha permesso di mettere in relazione la produzione culturale italiana e la recente storia sociale e politica del nostro Paese.

MODULO 2

Nel secondo modulo, insieme ad ArtedelContatto sono stati individuati alcuni luoghi di interesse sul territorio da presentare ai giovani partecipanti.

Gli studenti, divisi in gruppi, sono stati guidati dai formatori sulle metodologie di raccolta dei dati e preparazione dell’indagine svolta con i rappresentanti delle realtà sul territorio che si occupano di legalità e migrazione.

Al termine di questa fase una serie di incontri hanno permesso agli studenti coinvolti di condividere le loro esperienze con i docenti e i formatori.

MODULO 3

Sulla base delle competenze acquisite nel corso della prima fase e sulla base delle informazioni raccolte nel corso dell’indagine sul territorio portata avanti nella seconda fase, gli allievi del laboratorio, con la supervisione dei docenti della scuola e in collaborazione con i formatori e con l’équipe tecnica di ArtedelContatto, sono infine passati alla progettazione multimediale di un autoracconto della loro realtà. Roma est si racconta ha iniziato a prendere forma avvalendosi di strumenti pensati per la didattica a distanza e applicati alla formazione extra didattica. Le restrizioni dettate dall’emergenza Covid 19 sono così diventate il confine da superare con un punto di vista sullo spazio. I ragazzi sono stati seguiti nella realizzazione del loro progetto audiovisivo da esperti dell’audiovisivo e della comunicazione multimediale con quali sono state raccolte immagini, suoni, idee, suggestioni, parole chiave, punti di vista.

L’organizzazione di questi contenuti in un vero e proprio percorso di editing multimediale ha generato una originale indagine collettiva sul soggetto, partendo da alcuni aspetti fondamentali dell’estetica e del modo di produzione documentaristico, del reportage e della video-inchiesta.

Quella che segue è una sintesi del percorso che ripercorre le tappe, le bozze e gli strumenti utilizzati per lavorare sul cosiddetto “grado zero” dell’auto-racconto.

Nell’ultima fase del lavoro il protagonismo dei ragazzi, il loro costante coinvolgimento e le diverse modalità di relazione sperimentate nel rispetto delle possibilità consentite dalle norme di sicurezza, si sono imposte e hanno  guidato sguardi e dispositivi, generando una rappresentazione collettiva per raccontare Roma Est a chi non la conosce.

Questa è la loro memoria visiva.