Stamattina su tutti i giornali trovate una notizia dell’orrore: la strage dei migranti nei pressi di Amendolara, in provincia di Cosenza.
Quattro braccianti agricoli (tre afgani e un pakistano) sono stati bruciati vivi da due uomini che li hanno costretti all’interno dell’auto e poi l’hanno data alle fiamme. La ricostruzione è stata possibile grazie al video delle telecamere di sorveglianza del distributore di benzina teatro della strage e alla testimonianza dell’unico superstite. Al momento ci sono due cittadini pachistani sottoposti a fermo della Procura di Castrovillari con l’accusa di avere ucciso i quattro braccianti.
Questo il video, impressionante.
Aggiungo poche cose, in attesa che il quadro si chiarisca definitivamente. Pare si tratti di una questione di caporalato e sfruttamento in agricoltura, quasi ovvio. Il caso riguarda stranieri contro stranieri, e non c’è nessuna sorpresa. Non stupiscono neppure l’indignazione pelosa che si rincorre in queste ore e neanche i conati razzisti. Quello che dovremmo fare adesso però è una cosa, facile facile: scoprire subito per quale azienda di brave e specchiate persone (scommettiamo che sono italiane?) lavoravano caporali e braccianti. Poi, se ci resta tempo, provare a capire quanti schiavi lavorano in agricoltura. Perché l’intero sistema dell’agricoltura si fonda sulla schiavitù.
Con daSud abbiamo lavorato molto negli anni su questi temi. Vi segnalo, tra le altre cose, il dossier Arance insanguinate che avevamo scritto nel 2010 dopo la rivolta dei migranti di Rosarno. Se ne volete una copia potete scriverci qui.
Abbiamo continuato a lavorare anche e soprattutto insieme all’associazione Terra, che sull’agricoltura e il cibo è specializzata, con la quale abbiamo elaborato dossier e fatto compagne contro il caporalato in agricoltura come Filiera sporca.
Tutto questo per dire che non è accettabile nessuno stupore di fronte a fatti così drammatici. Perché spesso ha la peggio chi – in un sistema di sfruttamento così oliato e chiuso – chiede un diritto, si ribella a un sopruso. Un’ultima specifica: secondo alcune stime della Flai Cgil (risalenti al 2024), l’agricoltura italiana impegna almeno 200mila lavoratori sfruttati, da Nord a Sud (non solo in Calabria o al Sud, come sembra dalle cronache di stamattina: basta leggere il lavoro che hanno fatto i nostri amici di Terra). Le paghe sono anche 15 euro al giorno, a volte raggiungono i 6000 euro l’anno. Quanto produce il settore? Supera i 74 miliardi di euro.
#perpietà
Prima di andare avanti, mi prendo un momento per ricordarvi che questa è la newsletter del Media Civico di daSud, un progetto collettivo di scrittura, attivismo e di giornalismo multicanale su temi come potere, democrazia, mafie, diritti, immaginario. Quella di oggi è curata da me, Danilo Chirico, che sono un giornalista, un autore televisivo, che anni fa ho fondato daSud. Qui su Substack questa è la mia unica newsletter e il mio unico spazio. Se non sei iscritto/a, fallo subito cliccando qui sotto
LA BANDA #12 – Speciale Festival Trame (e poi pausa)
Non era a queste notizie che avrei voluto dedicare questa newsletter di oggi, ma non ho potuto fare a meno. Quello che avrei voluto scrivere, e che adesso scrivo, è invece che è fuori da stamattina la puntata numero 12 del mio videopodcast La Banda.
Si tratta di una puntata speciale, dedicata a un anniversario importante: la quindicesima edizione del festival dei libri sulle mafie, Trame, che si svolte a Lamezia Terme. E così ho deciso di rivoluzionare tutto anche il format e la regia. Vedrete le sorprese.
L’incontro è con due ospiti: Giovanni Tizian, vicedirettore di Domani e direttore artistico di Trame, e Nuccio Iovene, presidente della fondazione Trame. Abbiamo parlato del festival, naturalmente. E ne abbiamo approfittato per fare un punto su cosa sono le mafie oggi, e soprattutto cos’è l’antimafia.
La puntata è qui. Dateci un’occhiata.
Questa puntata della Banda anticipa la conferenza stampa di presentazione di Trame che sarà venerdì mattina alla Federazione nazionale della stampa a Roma durante la quale saranno illustrati il programma della prossima edizione (dal 17 al 21 giugno) e le iniziative per celebrare degnamente il 15° compleanno. Per il momento posso solo anticiparvi due cose: la prima è che anche quest’anno sarò a Trame. Venerdì 21 presenteremo “La figlia del clan”. La seconda è che daSud ha deciso di “omaggiare” Trame e dal 5 giugno partirà una campagna realizzata per il festival, che sarà presentata proprio venerdì mattina.
Un’ultima informazione, a proposito del videopodcast. Con questa puntata speciale, la numero 12, si conclude ufficialmente questa prima serie di La Banda. Ma stiamo ragionando già alla prossima stagione, probabilmente già a partire dall’autunno. Restate sintonizzati.
La figlia del clan: le prossime presentazioni
Io invece non mi fermo. Continuerò a scrivere questa newsletter e sarò in giro quasi tutta l’estate con le presentazioni del libro. Le prossime due sono domani a Piacenza e sabato in Sardegna. Qui sotto trovate le locandine di questi due appuntamenti a cui tengo molto, e di cui vi farò sapere.
Ci vediamo in giro
A presto
Danilo

