Stamattina stavo per sistemare le ultime cosette prima di mandare la newsletter quando ho letto dell’agguato avvenuto nella Sibaritide contro il boss, in Calabria, contro il boss Damiano Pepe, detto il tripolino, uscito al carcere nel 2019 dopo 26 anni di detenzione, e sua moglie Silvana Sibarelli. L’agguato, avvenuto intorno alla mezzanotte nei pressi dell’abitazione dei due, ha provocato la morte della donna, mentre Pepe è rimasto ferito. L’omicidio potrebbe riaprire la faida della Sibaritide. Qui potrete leggere una prima analisi.
Prima di andare avanti, solo un momento per dirvi che questa newsletter si chiama La Banda off , esce tutti i fine settimana, e ogni volta che sarà necessario. E’ una tessera di un unico racconto-mosaico che avrà al centro il videopodcast La Banda e si declinerà in molti modi che un po’ per volta vi racconterò. Naturalmente fa parte dell’ecosistema informativo del Media Civico di daSud, un progetto collettivo di scrittura, attivismo e di giornalismo multicanale su temi come potere, democrazia, mafie, diritti, immaginario. Questa, ve lo ricordo, è la mia unica newsletter.
Oggi i ragazzi e le ragazze di nuovo in piazza
Sono ore di grande tensione, da nord a sud, perché le ragazze e i ragazzi torneranno in piazza. Lo faranno in un contesto sociale e politico completamente diverso. Con un nuovo decreto del governo, con le parole senza senso del ministro della Giustizia Carlo Nordio a proposito del carcere, con il ministro della Giustizia che vaneggia di regie russe degli scontri, con i dibattiti televisivi in cui nessuno (o quasi) sa di cosa parla.
Oggi sul web i ragazzi e le ragazze annunciano disdicono piazze, per alimentare la confusione e il conflitto. Vedremo cosa accadrà, speriamo che nessuno si faccia male.
Questo è quello che avevo scritto qualche giorno fa a proposito degli scontri.
Gli scontri a Milano? Occhio ai Brambilla
Attenzione ai Brambilla che vogliono essere Mohamed. Alle Brambilla che stanno con i Mohamed. Mi ha detto proprio così, naturalmente off the record, un funzionario di polizia che a Milano indaga sui cosiddetti maranza.
L’anno scorso, per una ricerca sulla violenza minorile, ho intervistato più di cento persone. Erano magistrati, poliziotti, operatori sociali, insegnanti, e ragazzini autori e vittime di violenza. Tre cose tra le altre vorrei ricordare.
La prima. Alla base di tanti episodi di violenza c’è il senso di esclusione sociale e, insieme, come conseguenza la voglia di rivalsa e persino di vendetta. Lo dicono chiaramente: non hanno una piattaforma politica, hanno una frustrazione profonda e la voglia di fartela pagare. Vogliamo chiederci perché?
La seconda. Indossare, possedere, sfoggiare le cose simbolo di una generazione per loro è la rivendicazione di un diritto. È anche uno dei motivi dei cosiddetti saccheggi.
La terza è quella che nessuno racconta. I Brambilla e i Mohamed. Milanesi e figli di stranieri di seconda generazione escono insieme, hanno gli stessi stili di vita, si somigliano sempre di più.
La violenza non ha un solo cognome e nemmeno una sola classe sociale.
È una cosa diversa, certo. Ma che racconta in qualche modo anche quello che è successo al Vomero, a Napoli, pochi giorni fa: un padre che difendeva le figlie è stato massacrato da un branco. Tra i dieci ragazzi identificati ci sono i figli di due poliziotti.
Allora a quelli che straparlano in tv, con un razzismo e un classismo sottili in testa, a quelli che dicono di conoscere i fenomeni, a quelli che, peggio, fanno i fenomeni, e a quelli che, fieri, vogliono “buttare la chiave” vorrei dare un consiglio: non dico di usare l’intelligenza, ma almeno la prudenza.
#perpietà
La Banda live e online: il primo ospite è Daniele Vicari
Ci siamo: torna il mio videopodcast La Banda, prodotto da daSud Media Civico & Podcast, con un appuntamento live e online. Una nuova sfida.
Come primo ospite il regista, sceneggiatore e scrittore Daniele Vicari.
Sono molto contento: è davvero l’ospite più giusto per questa nuova sfida.
A proposito, sarà un evento aperto al pubblico: veniteci, ci vediamo martedì 27 ottobre alle 19 alla Libreria Shell. Ne approfitto anche per dirvi che i primi tre componenti della Banda 2026/2027 saranno Nuccio Iovene, presidente della Fondazione Trame, Alberto Campailla, presidente di Nonna Roma e la giornalista Giulia Carla De Carlo.
Prima di partire con la nuova stagione voglio fare dei ringraziamenti. A tutte e tutti coloro che fanno ogni giorno La Banda insieme a me: Vito Foderà, e Luca Salici, Pierpaolo Lo Giudice, Ilaria Lagioia, Carola Speranza, Chiara Senesi, Carmen Vogani e Celeste Costantino. E voglio ringraziare, oltre a Shell, che ha deciso di supportarci: Fandango Podcast, Csv Lazio-Reti solidali, Spi Cgil, Avviso Pubblico, FondazioneTrame, CCO – Crisi come opportunità, Ottantunocento, Libreria in viaggio. Ci sono poi tante e tanti amici che faranno parte di questa sfida, che vi presenterò presto: MariaEnrica Braga, Alfredo Borrelli, Emiliano Valente, Noemi Sarracino, Edoardo Anselmi sono solo i primi,
Naturalmente è un videopodcast e quindi andremo su Youtube e, grazie alla distribuzione di Fandango, su tutte le piattaforme: saremo online dalle ore 13 di mercoledì 28 ottobre. Qui troverete tutto.
Vi aspetto, in tante e tanti.
La Banda fa parte di un ecosistema informativo – quello di daSud Media Civico & Podcast – di cui qui potete trovare le informazioni principali.
La figlia del clan
Sono stato due giorni piuttosto intensi con La figlia del clan. Con tre presentazioni che ricorderò a lungo. Al Cvs Lazio, con tante compagne e compagni di viaggio. A partire dal neopresidente Mario De Luca. E con ospiti d’eccezione come il vicedirettore dell’Espresso Enrico Bellavia e l’avvocata di Giuseppina Pesce, Carmen Di Meo. Poi un’immersione tra gli studenti delle scuole di Vibo Valentia al Festival del Sud, un evento da migliaia di persone. E poi la presentazione insieme all’Associazione Ponti Pialesi che rappresenta un presidio prezioso in Calabria con Franco Marcianò, il presidente, il procuratore dei minori di Reggio Calabria Roberto Di Palma, la sindaca di Villa San Giovanni Giusy Caminiti e il giornalista (che non vedevo da anni) Consolato Minniti. Torno a casa davvero contento.
La figlia del clan torno a presentarla nel prossimi fine settimana in Emilia Romagna. E poi sarò di nuovo a Roma, in Sardegna e in molti altri posti. Vi tengo aggiornati.
Ci vediamo in giro.
Danilo




