Siamo figli e figlie della Liberazione. E per questo oggi la prima cosa da fare è semplice:
BUONA FESTA DELLA LIBERAZIONE!
Scrivo da San Paolo, Roma. Nel consueto clima di passione e orgoglio partigiano che celebra l’81° anniversario della Liberazione dal nazifascismo.
Lui è Mario Di Maio, partigiano, antifascista e poeta di S. Lorenzo
Festeggiamo qualcosa che continua a mancare ogni volta che la democrazia si svuota, che i diritti arretrano, che il conflitto viene ridotto a rumore, che l’antimafia diventa rituale invece che pratica. Quindi, anche oggi, è una presa di posizione.
Per questo abbiamo scelto un 25 aprile per fondare questo media civico.
Per fare dell’antimafia il nostro antifascismo.
È per questo che quella data sta in fondo allo Statuto di daSud.
Un ancoraggio ma anche una responsabilità.
Da lì abbiamo iniziato a metterci in discussione. A stare in ascolto. A sperimentare, senza smettere. Abbiamo provato a disinteressarci agli algoritmi mentre tutto spingeva nella direzione opposta. Abbiamo scelto le relazioni, mentre tutto chiedeva velocità.
Ci siamo entusiasmati della newsletter (e l’affetto è stato ricambiato) e abbiamo deciso di produrre solo quello che per noi ha senso.
Abbiamo studiato. Anche quando significava sparire un po’. Fare meno contenuti. Non inseguire ogni onda.
Perché capire, oggi, è un atto politico. E un prerequisito per avere qualcosa da dire.
Da questo lavoro, nell’ultimo anno, sono nate cose concrete. Alcune hanno il marchio dell’associazione, altre sono traguardi personali che daSud festeggia sentendoli come propri.
Il libro di Celeste: Predatori. Sesso e violenza nelle mafie.
Quello di Danilo, con Giuseppina Pesce: La figlia del clan.
I videopodcast: Seconda Visione di Luca. La Banda di Danilo. I documentari di Carmen. I progetti di ricerca (i nostri e quelli altrui su di noi) che continuano ad andare avanti. Presto potrete sbirciare entrando nel diario di bordo di un ricercatore francese che ha trovato casa dentro il media civico.
L’olopodcast Le mafie ci somigliano: storytelling live, ologrammi, suoni, che portiamo in giro quando riusciamo a fermarci. Le partnership con chi condivide un’idea di lavoro che non separa contenuto e responsabilità.
Il mio Vito Abbreviato. E anche Chiedi alla polvere, rimasto nel cassetto per tanto tempo, forse, ma uscito nel momento giusto.
Perché oggi raccontare il narcotraffico, le mafie, i poteri che si muovono sotto traccia è un modo per leggere il presente.
A proposito, qui in anteprima per gli iscritti alla newsletter, il nuovo episodio, da lunedì sui social.
Il media civico di daSud è questo: uno spazio collettivo e generativo. Dove si fanno cose insieme e dove, intanto, succedono cose alle persone.
A Ilaria, Pierpaolo, Chiara, Roberto, Nello, Stefano, Sara, Dario, Alessandro, Carmen, Luca, Luigi, Celeste, Danilo…
Con loro oggi brindo alla Liberazione e a quello che serve fare, per praticare un’antimafia che ha qualcosa da dire, che non sia utile solo a chi la celebra.
Seguiteci. Sosteneteci come volete. Ma soprattutto: prendete posizione.
E festeggiate.
Vito Foderà




