La storia di quella che sarebbe diventata la ‘Collina della Pace’ inizia nel 2001. Quando l’area, nel cuore della Borgata Finocchio (via Casilina, all’altezza del km 18.00) , fu confiscata al cassiere della Banda della Magliana, Enrico Nicoletti, che lì aveva costruito abusivamente un palazzo di sei piani per destinarlo ad albergo. Così grazie a un’opera di sensibilizzazione svolta tra il 1994 e il 2002 dalle associazioni del territorio, lo spazio venne destinato alla collettività per il verde pubblico e le attività sociali, come vuole la legge Rognoni-La Torre 109/96 (Disposizioni in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati o confiscati).

Nel 2002 l’ex Comitato di Quartiere ‘Casilina 18′ ,che ora si è trasformato in ‘Associazione Collina della Pace‘ chiede ai cittadini di proporre alle istituzioni una bozza di progetto esprimendosi con un sondaggio. Viene quindi scongiurata l’ipotesi di costruire un centro commerciale, così come invece era stato proposto da altri soggetti al Municipio e al Comune, e nasce il progetto “centro culturale polivalente”: una mediateca, una ludoteca, un piccolo bar, una convegni da 70mq da destinare alle associazioni con turni di presenze.

Nel maggio 2004 finalmente l’ecomostro viene abbattuto. Mentre il 17 dicembre 2007 viene inaugurato, insieme al presidente di Libera Don Luigi Ciotti, il parco Collina della Pace dedicato alla memoria di Peppino Impastato, vittima di mafia siciliana. Da lì, sei anni di “incidenti” di percorso. A cominciare da quello del 2009, quando il VI Municipio (governato all’epoca dal centrodestra) tentò di stracciare il progetto costruito dalle associazioni del territorio per realizzare un centro d’aggregazione giovanile con l’aiuto della Curia. Il tempo di essere smentito dal consiglio municipale su proposta del centrosinistra e grazie alle rivendicazioni dei cittadini. Che finalmente, nel 2011, assistono all’inizio dei lavori dei casali circondati dai 13.000 mq di verde pubblico.

E negli anni non sono mancate, tra le altre, le proteste contro l’interruzione dei servizi di manutenzione del verde e di sorveglianza, fino alle firme consegnate due anni fa al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Manifestazioni organizzate dall’associazione ‘Collina della Pace’ che è stata insieme la testa d’ariete dei risultati raggiunti e la sentinella dell’antimafia sul territorio, che ha organizzato momenti di formazione e sensibilizzazione soprattutto nelle scuole, organizzando peraltro ogni 9 maggio una festa di commemorazione per Impastato, insieme a Libera e tante altre associazioni tra cui daSud. A febbraio 2014 i lavori di ristrutturazione dei casali, che erano stati interrotti a causa vincoli del Patto di Stabilità, sono ripartiti e attualmente sono alle battute finali.

Dal 4 luglio 2014 la Collina della Pace sarà la cornice del primo murale antimafia di Roma, come ha voluto l’associazione daSud in occasione della settima edizione della Lunga Marcia della Memoria “Mammamafia. Il welfare te lo paghiamo noi” e grazie alla collaborazione dello street artist David Vecchiato, in arte Diavù, coordinatore del M.U.Ro. Perché cultura e creatività sono strumenti antimafia preziosi contro le sirene dei clan, dal centro alla periferia.