Al via mercoledì 18 luglio 2012, a Cinisi, il ciclo di incontri “Memorie di Mafia. Fatti, parole e ricordi delle più importanti storie di mafia e anti-mafia”, organizzato dall’associazione Casa Memoria “Felicia e Peppino Impastato”.

Il primo appuntamento sarà il 18 luglio alle 21. E’ dedicato alla memoria del giudice Paolo Borsellino e si terrà nello spazio della pizzeria di Giovanni Impastato (SS 55113, bivio Punta Raisi), dopo l’attentato incendiario subito nel dicembre scorso. Per l’occasione sarà installata un’altra pietra della Memoria, in collaborazione con il Museo della ‘ndrangheta di Reggio Calabria, dedicata appunto a Paolo Borsellino e alle vittime della strage di via d’Amelio. La pietra, che riporta una frase di Peppino Impastato – “… Firmano il patto, mescolando insieme il loro sangue e le loro urine…” – ed è stata realizzata dall’artista Fabio Butera, sarà presentata al pubblico e l’indomani sarà sistemata lungo il percorso che porta dalla sede di Casa Memoria a Casa Badalamenti.

L’incontro, dedicato alla memoria delle vittime della strage di via d’Amelio, ha come tema “L’area grigia delle mafie e la borghesia mafiosa” che verrà discusso con Michele Prestipino, procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Giovanni Impastato, Casa Memoria, Umberto Santino, presidente del Centro Impastato e Claudio La Camera, direttore del Museo della ndrangheta di Reggio Calabria.

Gli appuntamenti di “Memorie di Mafia”, vanno avanti fino al 4 settembre. Il secondo incontro “Terre di ndrangheta” con la presentazione del libro “Porto Franco”, è previsto per mercoledì 25 luglio, sempre nello spazio della pizzeria Impastato, alle 21. Oltre a Giovanni Impastato e a Claudio La Camera, saranno presenti Francesco Forgione, ex presidente della Commissione anti-mafia e il giornalista Lirio Abbate. L’intento di questo ciclo di incontri, è quello di ripercorrere la storia degli ultimi quarant’anni di mafia e anti-mafia in Italia: attraverso il racconto, le parole e la memoria di protagonisti e studiosi di queste vicende. Queste attività, inoltre, intendono contribuire a creare una memoria condivisa sulle storie di mafia che ancora oggi manca a causa di una conoscenza spesso incompleta e di una sottile strategia dell’ignoranza operata dall’area grigia delle mafie e finalizzata a ostacolare l’elaborazione critica del passato.

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