Eroina e cocaina. Dopo petrolio e armi il narcotraffico è il terzo business mondiale. Con una differenza importante: mentre i mercati del greggio e degli strumenti della guerra è in larga parte regolato, quello delle droghe pesanti 160-170 miliardi di dollari in tutto avviene in barba a ogni legge. Tutto è cash.

Ma queste cifre sono solo una goccia del grande affare della droga. Il punto è che i proventi delle vendite vengono poi incanalati nei circuiti legali. Il denaro viene ripulito in dieci, cento, mille modi diversi. L’elenco delle «lavanderie» è sterminato: banche, conti offshore, case e palazzi, alberghi, casinò, aziende vere o fittizie, ristoranti, locali, strutture turistiche e altro, altro ancora. È così che il giro d’affari si moltiplica all’infinito.

«Dalle province meridionali dell’Afghanistan e dalle piantagioni della Colombia, gli arsenali mondiali di cocaina ed eroina, i narcotici inondano il mondo intero e generano un vorticoso giro d’affari. I soldi dei trafficanti confluiscono in banche, società, conti offshore, alberghi, palazzi, locali. Dalle coste spagnole alla City di Londra, da Milano a Reggio Calabria: le droghe pesanti sono una delle grandi leve dell’economia globale» La Stampa

Partecipano gli autori
Stefania Bizzarri, Cecilia Ferrara, Enza Roberta Petrillo e Matteo Tacconi

Modera
Alessandro Di Pasquale

 

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