Da “I Giganti della Montagna” di Pirandello alla commedia dell’arte: prosegue con uno spettacolo della Compagnia Carnevale la prima stagione teatrale di ÀP – Accademia Popolare dell’antimafia e dei diritti. Giovedì 14 dicembre, il secondo appuntamento

Roma, 5 dicembre 2017 – In un mondo fatato e meraviglioso, fatto di apparizioni e incantesimi, c’è un Arlecchino rozzo e maldestro pronto ad accogliere l’amore in tutta la sua bellezza e semplicità. È un “Arlecchino trasformato dall’amore” quello che ÀP - Accademia Popolare dell’antimafia e dei diritti di Roma propone al pubblico capitolino, giovedì 14 dicembre, per il secondo appuntamento della sua prima stagione teatrale (ore 21, Via Contardo Ferrini 83).

Cavallo di battaglia del forte impegno artistico della Compagnia Carnevale nella trasmissione della commedia dell’arte, “Arlecchino trasformato dall’amore” è uno spettacolo che nasce dalla penna di Pierre Carlet de Chamblain de Marivaux. Messo in scena per la prima volta nel 1720, approda sul palco dell’ÀP Teatro di Roma con la regia di Antonio Carnevale, le maschere di Gaia Geri – anche ai costumi con Anna Mollo e Alessandra Faienza – e con un cast eccezionale che vedrà il regista, anche attore, nei panni del protagonista, affiancato da Tamara Fagnocchi, Martina Limonta, Tommaso Fermariello, Elena d’Agnolo e Giulio Bellotto.

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Barbaro e al tempo stesso puro, Arlecchino si oppone alla civiltà falsa e ingiusta del monarca-tiranno rappresentato da una Fata libertina, che ha tutto l’interesse di impartire al giovanotto la buona educazione aristocratica. Quella, cioè, che ha il presuntuoso obiettivo di catturare fra la sue maglie anche ciò che dovrebbe essere incontrollabile, spontaneo, ribelle, libero: il sentimento dell’amore.

Sarà, invece, proprio l’incontro con la bella contadinella, Silvia, a permettere ad Arlecchino di innamorarsi e, quindi, di trasformarsi, al punto di mutare sia fisicamente – la sua postura da animale diventa in pochi istanti umana – sia mentalmente e spiritualmente. E non sorprende che il luogo adatto a tale trasformazione sia proprio lo specchio della natura del personaggio: la metamorfosi non avviene nel palazzo della Fata o nel suo giardino – luoghi civilizzati – bensì in aperta campagna, nei prati appunto incolti.

Così la Commedia dell’Arte si mostra come mezzo potentissimo: diverte con la sua spettacolarità e pone sul palco le nostre paure per analizzarle e smontarle, liquidandole con un liberatorio riso finale. In un’epoca di forte individualismo, ritornare a creare e a “pensare insieme” diventa immediatamente un gesto politico.

L’evento è il secondo appuntamento della prima stagione teatrale di ÀP – Accademia Popolare dell’antimafia e dei diritti, che ha debuttato lo scorso 9 novembre con la versione Radio Edit di Fortebraccio Teatro di un grande classico pirandelliano: “I giganti della montagna”. Nata un anno fa negli spazi dell’IIS E. Ferrari di Roma, ÀP è un progetto di Associazione daSud con Officina Culturale Via Libera e Cooperativa Diversamente, che si propone di trasformare la periferia in creative city. Un hub aperto al territorio e alla collaborazione di associazioni, artisti e professionisti che, dopo una prima fase sperimentale, oggi è a tutti gli effetti un palcoscenico capace di ospitare importanti e originali progetti culturali. Ed è nel solco di una collaborazione che si è consolidata, che Compagnia Ragli ha firmato la direzione artistica della prima stagione teatrale di ÀP.

L’ingresso è libero, con donazione volontaria a sostegno del progetto. Posti limitati, consigliata la prenotazione a: info@apaccademia.it

Per maggiori informazioni sulla stagione teatrale: www.apaccademia.it